Tintin, eroe cronista nel cuore della Storia

18 febbraio 2013


I fumetti? Faccenda tremendamente seria. Un vero e proprio cliché quello che vede le “bande dessinée”, così vengono chiamate nei paesi francofoni, come puro e semplice intrattenimento per ragazzi: nulla di più lontano da una realtà che fa dei comics una sintesi perfetta tra arte e letteratura. Linguaggio capace di veicolare, in modo diretto e popolarissimo, messaggi di grande profondità concettuale.

Ne è dimostrazione lo straordinario successo di un personaggio come Tintin, il leggendario boy scout protagonista di avventurose indagini ai quattro angoli del globo. Una figura di incredibile robustezza, attorno cui ruota il fulcro di Discovering Hergé, documentario dedicato al suo celeberrimo papà: George Prosper Remi. In arte, appunto, Hergé: autore attivo in Belgio, terra che dai Puffi di Peyo in poi ha saputo essere ambiente di sorprendente vitalità creativa.

Integerrimo e onesto, spigliato e intelligente; a tratti timido, sempre curiosissimo e attento: Tintin è alla costante ricerca della verità, cronista ed inconsapevole eroe; coraggioso testimone del suo tempo. Le sue prime avventure lo proiettano nel centro dell’azione, catapultandolo là dove si fa la storia: all’esordio sulle pagine del quotidiano “Le Petit Vigtième”, eccolo in missione nella nascente Unione Sovietica; salvo poi documentare l’avventura coloniale del Belgio in Congo.

Nelle sue prime uscite Tintin non si risparmia un atteggiamento di empatica partecipazione alle vicende che scuotono l’opinione pubblica internazionale: il suo creatore non nasconde una verve politica accesa nel suo conservatorismo, e il personaggio diventa alfiere dei primi giudizi negativi nei confronti della rivoluzione socialista. Abbracciando invece lo stile di vita americano, ingenuo sogno di libertà e prosperità.