Tom Ford e Jeff Koons: questione di stile

6 Novembre 2012


Inarrivabili, inimitabili, icone di uno stile unico. Tom Ford e Jeff Koons sono, il primo nel campo della moda il secondo in quello dell’arte, figure che hanno alzato l’asticella dell’estetica contemporanea. Fissando nuovi parametri, puntando verso orizzonti ulteriori. Scrivendo una nuova pagina nel campo della comunicazione, facendo di se stessi autentici “brand viventi”. Messi a nudo nella seconda puntata di Iconoclast.

Tom Ford è il Re Mida della moda: tutto ciò che tocca diventa oro. È il caso della maison Gucci, azienda ormai sull’orlo del tracollo finanziario, nella quale entra ad inizio anni ’90. La gestione Ford, negli anni, trascina il gruppo fuori dalle sabbie mobili: folgoranti i successi in passerella e non solo, con l’acquisizione del mitico marchio Yves Saint Laurent, di cui diventa direttore creativo. Prima di lasciare per tentare l’avventura con la griffe che porta il suo nome.

Un talento trasversale quello di Tom Ford, capace di abbracciare con identici successi anche il mondo del cinema: il suo esordio come regista conquista il pubblico del Festival del Cinema di Venezia, che tributa a “A single man” un’accoglienza più che positiva. Capacità creative e comunicative fuori dal comune sono anche quelle di Jeff Koons: acclamato, chiacchierato, criticato e premiato guru dell’arte contemporanea.

Con Koons, cantore della più spietata estetica kitsch, il linguaggio del pop si rinnova: il suo universo creativo si popola delle più controverse icone del contemporaneo, da Michael Jackson fino alla pornostar Ilona Staller, con la quale è legato da un breve e burrascoso matrimonio. Mastodontiche sculture in materiali plastici, colori accesi e shockanti: la poetica di Koons tratteggia un ritratto impietoso della società dei consumi.