Torino a tutta Artissima

15 Dicembre 2014


È una fiera d’arte contemporanea, certo. Ma quando si parla di Artissima il discorso commerciale, il focus sul mercato, finisce sempre per essere solo una tra le variabili di cosa accade – da vent’anni a questa parte – a Torino, in quel canonico fine settimana di novembre. Non c’è altro evento del genere in Italia, sono pochi quelli paragonabili in Europa, capace di concentrare in un solo momento e in un’unica città tanti spunti, tante energie creative, tanti progetti.

Brucia record su record Artissima, come dimostrano i 50mila visitatori accorsi per l’edizione 2014, raccontata in tutte le sue molteplici sfaccettature nel corso di uno speciale realizzato per l’occasione da Sky Arte HD. Partendo dal concept, dettato dalla direttrice della fiera Sarah Cosulich Canarutto, e arrivando alle voci dei protagonisti indiscussi della rassegna. I galleristi e, ovviamente, gli artisti.

Due terzi delle gallerie ospiti erano, quest’anno, straniere: un dato che ha fatto di Torino un crogiuolo di esperienze, racconti, suggestioni tra lori diverse; vetrina capace di aprire un focus su universi altri. Come ci raccontano Isabelle Alfonsi e Chris Hammond, entrambi appunti galleristi; come ci confermano i protagonisti di Pe4m , sezione dedicata alla performance al debutto quest’anno in fiera: tra loro il curatore dell’evento Simone Menegoi e poi gli artisti Marcello Maloberti, Nico Vascellari, Helena Hladilova…

Ma Artissima vive e pulsa anche oltre i padiglioni della fiera, invadendo Torino con la sua energia. Lo fa nel segno della musica, grazie ai concerti di Club2Club  introdotti per noi da Sergio Ricciardone; e lo fa naturalmente nel segno dell’arte contemporanea. Marta Papini e Myriam Ben Salah ci portano così a Palazzo Cavour, sede della mostra “collaterale” più folle che una fiera abbia mai pensato di allestire: Shit and Die  ovviamente. Ideata dalle due giovani curatrici e dall’inafferrabile Maurizio Cattelan.

La curiosità – Aperta fino al prossimo 11 gennaio, Shit and Die  sta conoscendo un successo inimmaginabile alla vigilia. Sono 16mila le persone che l’hanno visitata nei suoi primi venti giorni: numeri altissimi per il contemporaneo in Italia.