Torna a casa, Verdi! Con Luisa…

8 Agosto 2013


La cornice è quella del festival lirico che ogni anno viene ospitato da Parma, a pochi chilometri dalla sua Busseto. Un omaggio doveroso a Giuseppe Verdi quello in onda su Sky Arte HD, nel bicentenario della nascita del maestro: cast d’eccezione per la messa in scena di Luisa Miller, opera che apre per il compositore la felicissima stagione della maturità creativa. Prologo ideale ai successi della trilogia rappresentata da Rigoletto , Il Trovatore  e La Traviata .

Lontano dalle sognanti melodie di Bellini e Donizetti, oltre i virtuosismi del bel canto, verso la definizione di uno stile che nel suo splendido realismo contribuirà all’evoluzione del verismo anche in musica. Luisa Miller rappresenta una pagina decisiva nel repertorio verdiano, chiave di volta per l’evoluzione del melodramma. Un capolavoro che nella versione registrata a Parma viene esaltato dalla prova di cantanti di pregio assoluto.

Si è esibita per la prima volta nei panni della Miller a Madrid, nel 2005. La soprano friulana Fiorenza Cedolins è superba nel ruolo della protagonista: la sua voce sa imprimere coloriture sublimi e delineare alla perfezione il carattere di un personaggio tra i più affascinanti che la lirica conosca. Accanto a lei la potenza del tenore Marcelo Álvarez e la sicurezza di Leo Nucci, tra i maggiori baritoni in attività.

Una scenografia minimale quella firmata da Denis Krief, impegnato anche in veste di costumista e regista. La sua lettura tende a spogliare la scena del superfluo, concentrando l’attenzione su personaggi che emergono così in tutte le proprie affascinanti contraddizioni; il conflitto generazionale su cui si basa la trama assume i contorni di un dramma alla Ibsen, sorretto alla perfezione dall’autorevole bacchetta di Donato Renzetti.

La curiosità – Un’opera che… non doveva esistere! Luisa Miller è una seconda scelta per Giuseppe Verdi, che insieme al librettista Salvadore Cammarano opta per adattare e musicare la tragedia Intrigo e Amore  di Friedrich Schiller solo dopo aver scartato l’idea originale. Un dramma patriottico ispirato all’assedio di Firenze portato nel Cinquecento da Carlo V, scartato per il timore di incorrere nelle limitazioni della censura.