Tra pop e politica, l’impegno di will.i.am

5 Novembre 2012


Il volto è quello di Fergie, voce inimitabile e presenza scenica da autentica star. Ma il lavoro sporco, dietro le quinte e dietro al mixer, è quello di will.i.am: personaggio tanto schivo quanto determinato. È lui l’artefice principale del successo planetario dei Black Eyed Peas, band che ha saputo rivoluzionare il mondo del pop con scorribande ben riuscite nel mondo rap. È lui il protagonista di una nuova puntata di Visionaries.

La storia di will.i.am., al secolo William James Adams Jr., non è in fondo dissimile da quella di tante stelle del pop: infanzia povera, confinata in un sobborgo di Los Angeles, e tanta voglia di riscattarsi attraverso la musica. L’esordio nell’hip-hop, le prime canzoni licenziate con piccole etichette indipendenti: poi l’incontro, fatale, con Taboo e apl.de.ap; la nascita dei Black Eyed Peas, l’ingaggio di Fergie come frontwoman e il successo.

Musica popolare quella di will.i.am, intesa nel suo senso più profondo: musica che, nella presunta leggerezza di un genere mainstream, si mette a servizio di cause importanti. Nel 2010 will.i.am partecipa alla re-incisione della storica “We are the world”, finalizzata a raccogliere fondi per le popolazioni di Haiti colpite dal terremoto; ma è con il sostegno alla prima campagna elettorale di Barack Obama che l’artista firma il momento più importante del suo impegno sociale.

Un talento versatile quello di will.i.am, cui il solo mondo della musica sta in fondo un po’ stretto. Mai dimenticati gli studi giovanili nel campo della moda, che portano nel 2005 alla nascita di una sua linea di abbigliamento; ma è davanti alla camera da presa che l’artista sembra trovare un ambito particolarmente naturale. Dopo il cameo nel “Be Cool” interpretato da John Travolta e Uma Thurman arriva una parte in “X-men, le origini”.