Tutti a bordo! Si salpa con Sting

7 luglio 2014


C’è un filo azzurro a collegare tra loro tappe ed eventi di una straordinaria avventura in musica. Un’affascinante, grande piccola odissea: con i suoi tanti successi e le inevitabili asperità, i trionfi e le difficoltà. È un filo sinuoso come il corso di un ruscello di montagna, impetuoso come una cascata, profondo e seducente come il mare. È il filo che Sting segue a ritroso, facendo del tema dell’acqua l’anima del suo grande ritorno sulla scena internazionale.

Dieci anni senza pubblicare un album di inediti sono un’eternità, al punto che si può essere indotti a pensare al placido scivolare verso le secche dell’appagamento, dell’assenza di stimoli. Non per Sting, vecchio lupo di mare della musica d’autore: eccolo balzare al timone di The Last Ship e seguire le rotte dell’ispirazione; eccolo raccontare in un esclusivo diario di bordo la genesi del suo nuovo progetto.

Un vero e proprio concept album  quello prodotto dall’abile Rob Mathes – già al fianco di Elton John e Carly Simon, Eric Clapton e Lou Reed – un disco che muove i primi passi dal ricordo della struggente umanità dei cantieri navali di Wallsend, nella natia Newcastle. Ricettacolo di storie di struggente quotidiano coraggio, luogo della mente che rimanda all’istintività degli affetti e induce a riflettere sul valore di ciò che abbiamo di più caro. La famiglia, gli affetti, la memoria.

Non un disco in senso tradizionale, quanto piuttosto l’articolata colonna sonora del musical omonimo, che ha debuttato a Chicago lo scorso mese di febbraio. The Last Ship  si fonda su dottissimi riferimenti agli standard del teatro di denuncia sintetizzati da Kurt Weill e Bertolt Brecht, segnando l’adesione di Sting a sonorità convintamente folk: felicissimo retaggio della grande tradizione della musica popolare britannica.

La curiosità – L’ultimo album di Sting è immerso nel tema dell’acqua, ma nella vita privata del cantante inglese a scorrere è… il vino! Nei 350 ettari della sua tenuta toscana, tra Chianti e Valdarno, l’ex Police produce infatti apprezzate etichette di rosso.