Tutti i misteri di Monna Lisa

5 Febbraio 2014


Non si può dire sia una limpida icona di bellezza. E se è per questo non siamo nemmeno certi di conoscere quale sia il suo vero nome. C’è persino chi ne mette in dubbio la sessualità, avanzando le avventurose ipotesi che si tratti, in realtà, di un uomo che gioca a travestirsi. Eppure può dire di essere una tra le donne più famose di tutti i tempi, leggenda paragonabile a quella di Cleopatra o della regina di Saba. Risponde al nome di Monna Lisa.

Sky Arte HD dedica un’intera serata al quadro più celebre di Leonardo, enigmatico ritratto che da cinquecento anni emoziona e appassiona il pubblico di tutto il mondo. Un autentico oggetto del desiderio, che diventa motore per uno dei colpi più rocamboleschi di sempre: è con una puntata de L’arte del furto che raccontiamo le gesta di Vincenzo Peruggia, l’uomo che un secolo fa sottrasse la Gioconda dal Louvre con l’intenzione di riportarla in Italia.

Il fascino magnetico della Monna Lisa è forse il punto più alto di un catalogo, quello leonardesco, interamente pervaso da un senso di fascinosa magia. Innumerevoli i segreti celati sotto la pellicola pittorica in forma di ardite iconografie: con La vita segreta dei capolavori un pool di critici ed esperti ci aiuta a entrare nell’immaginario di un artista tanto affermato quando in fondo impenetrabile, passando in rassegna le sue opere più note.

In chiusura di serata ecco Greta Scacchi accompagnarci nelle sale del Louvre per la puntata del suo Capolavori Svelati costruita attorno all’opera vinciana. Un viaggio condotto su un duplice binario: quello prettamente emozionale, reso possibile grazie alla visione ravvicinata dell’opera; quello intellettuale, con i dettagli tecnici e le letture critiche a intrecciarsi nella tessitura di un racconto che affascina e conquista.

La curiosità – Il furto di Vincenzo Peruggia sortì una pur minima ricaduta positiva: l’Italia dell’epoca poté mettersi in coda per osservare dal vivo la Gioconda, in un periodo storico – siamo nel 1913 – in cui non era impresa da tutti raggiungere Parigi. Prima di essere restituita alla Francia l’opera venne esposta agli Uffizi, all’ambasciata francese in Roma e ancora (in occasione delle feste natalizie) a Villa Borghese.