Tyler Perry, come nasce una commedia

26 Novembre 2012


La necessità della scrittura, istintiva e immediata, che coglie alle ore e nei luoghi più impensati. E poi il teatro, l’atmosfera rilassata delle prove e quella concitata di una prima; e ancora la tv e il cinema, nuovi spazi dove misurare il proprio estro creativo. Tutte le sfaccettature della commedia, i suoi meccanismi più segreti, si svelano a Visionaries  grazie al racconto di Tyler Perry, stella indiscussa dello show-business americano.

Autore, regista, produttore e attore: non c’è ruolo, nella filiera dello spettacolo, che Perry non sappia ricoprire. E sempre con ottimi risultati. Quello affidato alle telecamere di Visionaries è il racconto di una pratica creativa, di un modo unico di impostare il proprio lavoro; ma è anche la confidenza su una vita difficile, un drammatico rapporto con le proprie origini e le frustrazioni patite nel corso di una lunga e snervante gavetta.

Difficoltà che fortificano e che hanno portato alla nascita di un maestro dalla indiscussa vis comica: una verve irresistibile quella dei suoi spettacoli e dei suoi film, sempre costruiti attorno a forti figure femminili. Un uomo cresciuto dalle donne, Perry, al riparo dalla durezza di un padre padrone e di un quartiere, quello natio, a dir poco difficile. E un omaggio alla donna, alla sua capacità di affrontare problemi grandi e piccoli è, in fondo, ogni suo lavoro.

Un must, negli Stati Uniti, il personaggio di Madea, da lui stesso interpretato sul palco e davanti alla macchina da presa:  l’imponente matriarca afroamericana, modello della più sana filosofia spiccia e tagliente nel suo linguaggio schietto e diretto, è ormai entrata di diritto nel novero dei più amati personaggi del teatro e del cinema a stelle e strisce. Un successo che ha schiuso a Perry le porte di Hollywood.