Un Amleto con rossetto e tacchi alti

22 maggio 2013


Cos’ha a che vedere Marilyn Monroe con Shakespeare? Apparentemente nulla. In realtà, secondo Filippo Timi, tantissimo. Eretico, surreale, assurdo e – naturalmente – affascinante l’Amleto scritto e interpretato dall’attore umbro, che stravolge uno tra i più grandi classici di tutti i tempi. Costruendo uno splendido calembour di situazioni al limite; dove lo spettro di Amleto “senior”, padre dell’antieroe più amato di sempre, assume i panni en travesti  di una straniante icona sexy.

Un po’ voce della coscienza un po’ fantasma del tempo futuro, dai toni quasi dickensiani: l’onirica Marilyn disegnata da Timi ha il volto di Marina Rocco, magnifica e istrionica protagonista di una nuova puntata di Atto Unico. La serie con cui Sky Arte accende i riflettori sulla figura dell’attore, portando sulla scena monologhi serrati e pungenti, sketch d’autore che esaltano le doti dei più interessanti interpreti italiani di oggi.

Tutti recitano, ne sono ben consapevoli: cortocircuito assoluto tra personaggio e attore nella lettura di Timi, che sembra far incontrare Pirandello con gli sceneggiatori del “Truman Show” e strizza un occhio allo stile unico e inimitabile di  Carmelo Bene.La Marilyn– o l’Amleto? – interpretata dalla Rocco diventa figura sfuggente e imprevedibile, trasognata e conturbante. Una diva ammaliatrice, che sa essere terrificante e insieme sensuale, come una sirena omerica.

Arriva dalla commedia Marina Rocco, ma sa destreggiarsi al meglio anche nei ruoli drammatici. Una versatilità che si è spesso misurata al cinema, sotto la direzione di Marco Tullio Giordana, Giovanni Veronesi e Fausto Brizzi; ma anche dietro la regia di un mostro sacro del calibro di Woody Allen. Il cineasta newyorchese la vuole per una piccola parte nel suo recentissimo “To Rome with Love”, commedia degli equivoci ambientata all’ombra del Colosseo.

La curiosità – Non è certo la prima volta che a vestire i panni di Amleto – padre o figlio – è un’attrice. Il giovane e tormentato principe di Danimarca, ad esempio, è stato interpretato anche da una regina assoluta del teatro: la leggendaria Sarah Bernhardt, protagonista nel 1900 del film “Il duello di Amleto”, diretto da Clément Maurice. Meno nota ma altrettanto intensa la prova di un’altra diva del muto: nel 1921 è Asta Nielsen a indossare la calzamaglia dell’eroe shakespeariano.