Un barbiere alla Scala

2 maggio 2013


Quella del 1972 è stata una stagione da incorniciare perla Scala. Alla guida del teatro arriva, in veste di sovrintendente, Paolo Grassi, padre di quella straordinaria fucina di talenti che è tutt’ora il Piccolo. Sul podio, a dirigere titoli leggendari, la bacchetta di un giovane Claudio Abbado, promessa mantenuta della classica internazionale. È in un contesto tanto stimolante che il tempio milanese della musica diventa set per la prima film-opera mai realizzata.

Un evento memorabile la ripresa integrale de “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, spettacolare nella regia di Jean-Pierre Ponnelle, celebre proprio per la sua capacità di destreggiarsi nella messa in scena di opere buffe. Una produzione che ha aperto la strada all’ingresso della lirica sul piccolo schermo e che oggi, a oltre quarant’anni dalla sua realizzazione, torna a emozionare su Sky Arte HD.

Il cast di quella leggendaria rappresentazione è semplicemente stellare. Incontenibile la verve di Teresa Berganza, mezzosoprano spagnola considerata tra le maggiori interpreti d’opera del XX secolo: la sua prova nei panni di Rosina esalta una capacità di interpretazioni che non ha eguali; eccezionale l’eleganza di Luigi Alva, il più amato tenore in attività tra Anni Sessanta e Settanta, al pari di quella del baritono tedesco Hermann Prey.

Interpreti d’eccezione per una tra le opere più amate dell’intero repertorio rossiniano, pagina che è icona stessa del melodramma italiano. Trascinante la cavatina intonata da Figaro, guascone come un arlecchino quando attacca il suo celeberrimo “Largo al factotum”; romantiche le arie che sottolineano l’intrigo amoroso che vede protagonista la scaltra Rosina e il Conte d’Almaviva, deciso a sottrarla all’avidità del suo perfido tutore.