Un inno alla voce del sax

13 Agosto 2013


Contralto, soprano, tenore, basso, baritono. I colori della voce si rispecchiano in quelli del sassofono, strumento simbolo del jazz. E nella grande famiglia degli ottoni, a giocare un ruolo di primo piano è senza dubbio il sax tenore: fin dall’epoca d’oro degli Anni Trenta timbro privilegiato per tessere le trame più articolate e gli standard migliori. Alle sue straordinarie potenzialità sonore è dedicata una nuova puntata de Le Leggende del Jazz.

In studio l’inimitabile Ramsey Lewis, decano dei pianisti jazz, forte di ottanta album pubblicati in carriera e un record di sette dischi d’oro e tre Grammy Award. Un re della musica, che accoglie nella sua corte protagonisti di ieri e di oggi, virtuosi dalle sopraffine doti musicali, interpreti incredibili e geniali compositori. Per chiacchierate che finiscono, inevitabilmente, per aprire la strada a scatenate jam session.

Benny Golson è stato amico d’infanzia del mitico John Coltrane, con cui ha condiviso fin da subito la passione per il jazz e le frustrazioni di una gavetta durissima. Anche Chris Potter può dirsi un predestinato della musica: ha appena tredici anni quando, già pianista e chitarrista provetto, prende in mano per la prima volta un sassofono. Marcus Strickland è uno tra i migliori performer della nuova generazione: a poco più di trent’anni può vantare un curriculum di incredibile prestigio.

Tre ospiti di livello assoluto per Lewis, autori di performance indimenticabili. Golson si esibisce in Killer Joe , uno tra i suoi più celebri successi, mentre Potter rispolvera la vecchia Body and Soul  di Coleman Hawkins, che nonostante gli oltre settant’anni di età resta brano di frizzante freschezza. Anche Strickland guarda ai grandi classici con la Cherokee  di Ray Noble, entrata nella storia grazie alle versioni di Charlie Parker, Duke Ellington e Sarah Vaughan.

La curiosità – Steven Spielberg è un grandissimo appassionato di jazz. Passione che condivide con Tom Hanks. Nel 2004 diventa inevitabile per i due, al lavoro sul set di The Terminal , immaginare a un passaggio del film che omaggi la loro musica preferita. Interpreta se stesso Benny Golson, nel cameo che lo vede suonare nell’inconsueto scenario di un aeroporto, proprio “Killer Joe”.