Un ritrattista in reflex

13 Settembre 2013


L’immagine più nota di Ernest Hemingway? Barba bianca, pesante maglione di lana, sguardo accigliato spinto oltre l’obiettivo della macchina fotografica. E quella che meglio identifica Walt Disney? Sorridente e sornione, matita in mano e ideogramma stampato sul cravattino, eccolo seduto ai piedi di un poster di Mickey Mouse. Ritratti che hanno reso immortali le grandi icone del Novecento. Cartoline accomunate da un dettaglio: la mano del loro autore.

Nel corso della sua lunga carriera ha firmato oltre 15mila scatti. Yousuf Karsh è considerato a pieno diritto uno dei più importanti fotografi del XX secolo, figura capace di carpire l’essenza dei suoi soggetti e fermare sulla pellicola il carattere degli uomini che hanno fatto la Storia. Passando da Albert Einstein a Winston Churchill, da Pablo Picasso a Giovanni Paolo II; arrivando a JFK, Andy Warhol e Robert Frost.

La sua incredibile capacità introspettiva e la sua straordinaria carriera, fatta di incontri con le più grandi icone del nostro tempo, sono al centro del documentario realizzato da Joseph Hillel, abile nel ricostruire l’ottovolante di una vita condotta tra i backstage di Hollywood e le più esclusive stanze dei bottoni. Leader politici, attori, scrittori, artisti; e ancora principi e re, papi e dive: una folla di volti, sguardi, emozioni e suggestioni. Mosaico che compone il ritratto collettivo di un’epoca.

A raccontare Karsh le persone che lo hanno accompagnato, dalla moglie Estrellita all’assistente Peter Miller; ma anche personalità di rilievo del mondo dello show-business. Come la fotografa Annie Leibovitz, profondamente ispirata dal lavoro del maestro, e il regista Edoardo Ponti; fino al giornalista della CBS Morley Safer, testimone di molti degli incontri tra il reporter e i suoi più famosi soggetti.

La curiosità – “Ha due minuti di tempo. Questo è tutto: due minuti” . Così Winston Churchill liquida bruscamente Karsh, concedendosi controvoglia per un ritratto che lo vedrebbe in posa con l’inseparabile sigaro. Se il fotografo, incurante del rifiuto del suo soggetto, non si spingesse a strapparglielo personalmente dalla labbra. Uno degli uomini più potenti al mondo si scioglie in un sorriso di rispetto e complicità, immortalato in uno scatto epocale.