Un rivoluzionario di nome Caravaggio

24 Aprile 2013


C’è un filo che unisce alcuni tra i più grandi maestri di tutti i tempi. È un filo rosso, colore della passione. Nei confronti dell’arte, naturalmente; ma allo stesso momento carattere dominante di esistenze vissute al limite, allergiche al compromesso, ricche di una libertà intellettuale che è prima condizione per sostenere le migliori energie. Su Sky Arte HD va in scena Power of Art, una nuova serie che indaga l’irrefrenabile forza della creatività.

Dalla rivoluzionaria Parigi di David, su cui grava l’ombra inquietante della ghigliottina, alla Spagna di Picasso devastata dalla guerra civile, fino alla violenta Roma barocca del Bernini, città di intrighi e duelli. Una storia dell’arte che si intreccia con cronaca e attualità quella raccontata da Simon Schama, tra le più autorevoli firme del New York Times e stimato docente in cattedra alla University of Columbia.

Prima puntata dedicata ad una tra le figure più controverse di sempre, antesignana della mitologia dell’artista maledetto che avrebbe avuto fortuna negli anni della bohème parigina di fine Ottocento. Protagonista assoluto è Caravaggio, icona perfetta del binomio tra genio e sregolatezza; tanto sublime e dotato di sensibilità unica, quanto mosso da uno spirito violento e irrazionale.

L’eccezionalità della portata del Merisi emerge, nelle parole di Schama, oltre che sul lato puramente tecnico e pittorico anche – e forse soprattutto – su quello concettuale. Con Caravaggio l’arte guarda per la prima volta in modo diverso alla sfera degli ultimi, grazie a un artista che scova i propri modelli tra bordelli e osterie. Chiamando umili peccatori a indossare i panni di angeli e santi si arriva a rinnovare in modo definitivo il linguaggio dell’arte sacra.