Un viaggio nella Milano degli Sforza

13 maggio 2013


C’è un angolo di Milano dove il tempo si è fermato, splendidamente cristallizzato, ad uno tra i momenti più straordinari per la vita della città. Siamo agli albori del XVI secolo, negli anni del massimo splendore della famiglia Sforza: èla Milanoche ha conosciuto Leonardo da Vinci, le sue macchine eccezionali e l’enigmatica avventura del Cenacolo;la Milanodel misterioso ed eccentrico Bramantino, capitale culturale dove si sviluppa un linguaggio artistico altissimo e originale.

Quell’angolo èla CasaMuseoBagatti Valsecchi, gioiello che la nobile famiglia varesina ha cesellato, fin dalla fine dell’Ottocento, in pieno centro città. Stanze ed arredi vengono ricostruiti con precisione metodica, a replicare con gusto antiquario l’atmosfera del periodo; alle pareti trovano posto opere di grandi maestri, da Giovanni Bellini a Giampietrino, icone della declinazione veneta e lombarda della grande rivoluzione rinascimentale.

Si sale sulla macchina del tempo per una nuova puntata de L’arte non è Marte, la serie che avvicina i più piccoli, attraverso il gioco, ai movimenti e alle più importanti personalità dell’arte di tutti i tempi. Appuntamento con il Rinascimento, stagione splendida che ha contribuito a fare dell’Italia un vero e proprio museo diffuso. Firenze, Roma, Venezia e, naturalmente, Milano: non c’è città che non abbia saputo fiorire ed essere vitale fucina di geni e artisti.

Guidati dai consigli dello scenografo Mario Torre, i piccoli protagonisti di L’arte non è Marte si aggirano per le magnifiche sale del Bagatti Valsecchi: la missione è quella di riconoscere l’opera che meglio identifica lo spirito del Rinascimento, primo passo che li condurrà a mettersi in gioco in prima persona. Replicando, in qualità di mimi e attori, una delle opere della collezione; prima di rimboccarsi le maniche e diventare, essi stessi, artisti.