Una notte per sognare ad occhi aperti

5 Agosto 2013


C’è chi ha stravolto il modo di intendere e fare cinema, sia dal punto di vista puramente narrativo che da quello tecnico, introducendo innovazioni avveniristiche. E c’è chi ha saputo portare il proprio carico di sfrenata innovazione nel campo del teatro e della moda, della fotografia e della musica. Un dato accomuna i grandi rivoluzionari dell’arte dei nostri giorni: la loro capacità di sognare ad occhi aperti. E trasformare quei sogni in realtà.

Una serata dedicata a chi si avventura per sentieri poco battuti, a chi sa ripensarsi e reinventarsi continuamente. La notte dei visionari presenta i ritratti di eclettiche personalità del mondo dello spettacolo. Distanti per formazione, linguaggio, stile e obiettivi; accomunati dalla inarrivabile e inimitabile capacità di traghettare il presente nel futuro, marchiando in modo indelebile l’universo dell’arte e della comunicazione.

Si parte con James Cameron, consacrato all’attenzione della scena internazionale grazie al successo di Titanic , tra i primi registi a sperimentare con decisione le tecnologie di ripresa in 3D; e si chiude con l’eccentrico Tyler Perry, che ha stravolto la commedia americana imponendo nei teatri, e poi in televisione, il suo stile poliedrico e incalzante. Tra le loro storie quelle di altri protagonisti assoluti della contemporaneità.

Tom Ford, indiscusso maestro di stile, figura di riferimento nel campo della moda; e poi Annie Leibovitz, tra le migliori ritrattiste in attività, capace di annullare il filtro imposto dall’obiettivo della macchina fotografica e creare un’empatia unica con i propri soggetti. Will.I.am ha scritto insieme ai Black Eyed Peas una nuova pagina della musica pop; Stanley Kubrick ha inquietato ed emozionato, elevando la settima arte ai suoi punti più alti.

“You may say I’m a dreamer” : il sogno continua, fino alle prime luci dell’alba, con gli speciali dedicati a John Lennon, Salvador Dalì e Franco Zeffirelli. Tre figure di capitale importanza per l’evoluzione della cultura del Novecento; tre visionari per definizione: capaci di ragionare fuori dagli schemi, fissando nuovi parametri e svelando inediti coni ottici attraverso i quali osservare la realtà che ci circonda.

La curiosità – Ultimo ritrovato della tecnica? A dire la verità la storia del cinema in 3D parte da molto lontano: è il 1922 quando il primo film tridimensionale viene proiettato a un pubblico pagante. Si tratta del perduto The power of love , realizzato con la tecnologia dell’anaglifo: vengono proiettate due pellicole, una virata sul rosso e l’altra sul verde, con l’immagine ad assumere spazialità grazie all’utilizzo di speciali occhiali distribuiti al pubblico.