Un’arte arcobaleno. Tutta da giocare

17 Dicembre 2013


Le iridescenze di un morbido e sinuoso arcobaleno, cascata di colori che cala dal soffitto di uno tra i più importanti spazi per l’arte contemporanea in Italia. Un intervento che sembra ricalcare l’invitante dicitura stampigliata sulle confezioni di tanti e tanti giochi in scatola: adatto a un pubblico da 0 a 99 anni. Con particolare attenzione ai più piccoli, due volte protagonisti di un’esperienza dal fascino assoluto.

Da un lato perché possono misurarsi, attraverso la magia di un’opera unica e grazie ad opportuni percorsi didattici, con l’emozione pura e totalizzante che solo l’arte sa offrire; dall’altra perché si fanno portatori sani di entusiasmo, facilitatori di un approccio ludico alle opere che non può non coinvolgere anche gli adulti. Un gioco serissimo, dunque, quello che Toshiko Horiuchi MacAdam mette in scena al MACRO di Roma.

L’artista giapponese è protagonista di una nuova tappa di Enel Contemporanea, programma con cui l’azienda si fa sponsor di cultura contribuendo alla produzione di affascinanti interventi site-specific. Un anno fa è stata la volta del monumentale intreccio di Big Bambù , firmato dai fratelli Mike e Doug Starn; oggi tocca alla poetica materna e gioiosa di una personalità che sa portare nell’arte del nostro tempo sapori di antiche e mai desuete tradizioni.

È interamente cucito a mano il gioco di teli cangianti attorno cui ruota, leggiadra e flessuosa, l’atmosfera di Harmonic Motion , lavoro che si inserisce con stupefacente armonia negli spazi museali disegnati da Odile Decq. Più che una rete ricorda i rassicuranti centrini all’uncinetto confezionati con pazienza dalle nostre nonne: nella trama ordita dall’artista c’è l’omaggio doveroso ad una manualità antica, placida e dai toni incredibilmente moderni.

La curiosità – La pratica dell’uncinetto sembra essere al centro del lavoro di diverse grandi firme della contemporaneità, al punto che non è azzardato parlare – se non di un movimento – almeno di una tendenza: quella per la “crochet art”. Celebri a proposito i tessuti cuciti e posti su sculture zoomorfe, quasi ne fossero pelle o vello, da Joana Vasconcelos. Protagonista del Padiglione del Portogallo nel corso dell’ultima Biennale di Venezia.