La valigia dello scrittore. Jean-Marie Le Clézio

8 maggio 2014


“Se non viaggio, non scrivo” . Una sentenza inappellabile quella che guida la fantasia e il lavoro di una delle migliori penne del nostro tempo, animata da una curiosità instancabile per le diverse forme di espressione e comunicazione che si agitano nel mondo. Uno scrittore con la valigia sempre pronta Jean-Marie Le Clézio: Sky Arte HD prova a stargli dietro seguendolo tra la Corea del Sud e il Centro America, la Bretagna e le acque dell’Oceano Pacifico.

Il premio Goncourt a soli ventitré anni, il Nobel per la letteratura nel 2008: coronamento di una carriera semplicemente straordinaria. Nella lunga intervista raccolta da François Caillat Le Clézio racconta del proprio rapporto viscerale con la scrittura, ossessione che lo accompagna fin da bambino: una pratica da vivere in maniera attiva, fuori dalle mura del proprio studio, a stretto contatto con la realtà. Ogni tipo di realtà.

Dai villaggi della Thailandia alle tribù amerinde che vivono nelle foreste del Messico, dalle tradizioni berbere alla fascinosa cultura indiana: lo spirito di Le Clézio è quello dell’antropologo, dell’etnografo, dell’infaticabile esploratore che tutto vuole conoscere e vedere, sondare e provare sulla propria pelle. Una sete di conoscenza, la sua, che si traduce in forma di romanzo: offrendo suggestioni magiche, sollevando questioni di grande profondità.

Un uomo senza radici Le Clézio, erede di una famiglia francese fuggita già nel Settecento nelle Isole Mauritius; un intellettuale che – proprio per questo – interroga il mondo senza pregiudizi, libero da schemi e condizionamenti: lasciandosi sorprendere in eguale misura dalla bellezza e dall’orrore, dall’amore e dall’odio. E trasmettendo quello stupore attraverso pagine semplicemente memorabili.

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La curiosità – Dimostra grande coraggio Jean-Marie Le Clézio quando, giovanissimo, denuncia nel corso del servizio civile internazionale prestato in Thailandia la terribile pratica del turismo sessuale. Una vicenda che gli provoca l’allontanamento dal Paese e il trasferimento ad una missione in Messico: dove passerà dieci anni della sua vita.