Vasco Rossi e i sette kom-andamenti

3 Novembre 2014


Una professione di fede. Nei confronti della musica e della poesia, della loro onestà e schiettezza: nella capacità che hanno di sostenere e consolare, di infonderci forza e coraggio. Di non darci certo risposte definitive, non è questo il loro compito; ma di aiutarci a trovare in noi stessi le energie per risollevarci. E per vivere al massimo ogni emozione. Si chiude con un inno al potere dell’arte il nostro viaggio a braccetto con Vasco Rossi, diario per immagini di un filosofo del rock.

Quinta e ultima puntata per Ogni Volta Vasco, fotografia in movimento che ci ha svelato il lato intimo e segreto della più grande rockstar italiana di sempre: registrando il suo modo di lavorare e comporre; entrando nelle dinamiche di un  rapporto con la comunità dei fans mai così stretto e intenso. È ora il momento di toccare i punti fermi del Blasco pensiero, i comandamenti – o meglio: i kom-andamenti! – che regolano il suo modo di essere, pensare, agire.

Ironico e provocatore, ma sempre profondissimo: Vasco intona le sue massime, precetti che si riconducono a quel primordiale “Non ti arrenderai!”  gridato a se stesso e al cielo nei momenti più difficili della sua carriera, negli anni di una gavetta durissima e dolorosa, degli scarsi ingaggi e delle discoteche semideserte, dei cachet risibili e della disapprovazione della critica. Un monito, quasi un mantra ripetuto ancora e ancora, iniezione di sicurezza che ha sconfitto la tentazione di mollare.

Ricordati di santificare i cambiamenti”  ammonisce un rocker mai uguale a se stesso, sempre a caccia di nuovi modi per raccontare e raccontarsi; “Onora il rock e l’arte”  ci ricorda ancora, invitando al rispetto di chi fa musica, anche quella che non ci piace, purché sia vera. E poi attenzione a non cedere alle lusinghe del compromesso, perché alla fine dei conti bisogna “vivere o niente”  per potersi definire “liberi liberi” .

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La curiosità – Un comandamento… di diamante! Pubblicato nel 2011, l’album Vivere o niente  vende in meno di un mese qualcosa come 300mila copie. Diventando appunto disco di diamante, massimo successo discografico italiano in quell’anno.