Velvet Underground. Leggenda firmata Lou Reed

28 Ottobre 2013

Lou Reed in concerto alla Heineken Music Hall di Amsterdam nel giugno 2012. Photo credits: PAUL BERGEN/AFP/GettyImages

New York, metà degli Anni Sessanta. La factory di Andy Warhol è una folle e sgargiante palestra creativa nella quale sperimentare e trasgredire, spiazzare e stupire. A trecentosessanta gradi. E così tra irriverenti cineasti e star della Pop Art, tra regine della comunità queer e poeti lisergici c’è spazio anche per quella che diventerà una tra le più importanti band della storia del rock. E non solo: i Velvet Underground.

A poche ore dalla scomparsa di Lou Reed, co-fondatore e frontman del gruppo, Sky Arte HD apre i file del suo archivio musicale per una puntata speciale di Rock Legends. Omaggio sentito e dovuto, in prima tv assoluta, ad una figura che ha saputo essere poeta sensibile e rocker dannato, incarnando in sé – all’ennesima potenza – la doppia natura dell’artista. Genio e sregolatezza, tormento ed estasi sono dicotomia che segna l’intera parabola creativa di Lou Reed. E la sua stessa esistenza.

Rock Legends elude la lunga attività da solista di Lou Reed tornando indietro di quasi mezzo secolo. All’incontro fatale con John Cale e a quello con il mitico Andy Warhol: più che un amico, più che un mentore o un semplice fan. Un vero e proprio “membro ombra” della band, eminenza grigia che lavora a fianco del gruppo e ne determina i primi successi: disegnando le cover degli album ma anche imponendo come vocalist la figura di Nico. Inventando dal nulla una delle più amate eroine del rock.

Il documentario ripercorre quella straordinaria stagione grazie a esclusivi filmati d’epoca e interviste con i testimoni e i protagonisti dell’ascesa dei Velvet Underground. Ma è soprattutto la musica a parlare. La sarcastica e assatanata galoppata elettrica di Run Run Run  e l’onirica All Tomorrow’s Parties , la canzone preferita dallo stesso Warhol; e poi ancora la disperata Heroin  e Venus in Furs . Arrivando alle gemme del Reed solista: su tutte Perfect Day .

La curiosità – Non è stato particolarmente fortunato con la censura, Lou Reed. Almeno non agli albori della carriera. È noto l’aneddoto legato alla cover disegnata da Andy Warhol per il secondo e più celebre album dei Velvet Underground, con la famosa banana sbucciata al centro di polemiche per i suoi evidenti richiami di natura sessuale. Una querelle che ha portato alla nascita di una seconda copertina (con la buccia!): sorte analoga per Transformer  , album che sancisce il trionfo solista di Reed. Con le fotografie sul retro dell’album coperte per non turbare il pubblico più giovane.