Viaggio al termine della notte. Con Jim Morrison

2 gennaio 2015


A ventidue anni, quando incontra il giovane tastierista Ray Manzarek, Jim Morrison è un aspirante poeta. In effetti, quell’estate del 1965 in California, fondando i Doors inizia a scrivere una tra le storie più liriche del rock. Oltre ai due ex-compagni della scuola di cinema di Los Angeles, entreranno a far parte del gruppo – e quindi della leggenda – il batterista jazz John Desmore e il chitarrista Robby Krieger, particolarmente versato nell’esecuzione del flamenco.

Siamo a metà degli anni Sessanta, quel decennio inaugurato dall’omicidio di Kennedy e che di lì a poco conoscerà le esplosioni della Guerra in Vietnam, per chiudersi poi con una rivoluzione giovanile che spazzerà via gran parte degli usi e costumi occidentali. Jim Morrison, autoproclamatosi Re Lucertola, diverrà in breve tempo una delle icone di questa controcultura, sprezzante delle regole e inneggiante alle estasi dionisiache.

Ripercorriamo questa notte il breve ma folgorante percorso artistico del frontman dei Doors, grazie a Jim Morrison – Rock Poet: un racconto articolato e corale, con il contributo di personaggi del calibro di di Oliver Stone, Danny Sugerman, Duke Special e David Crosby. A seguire, il docu-film The Doors – When you’re strange, diretto da Tom Di Cillo e presentato al Sundance Film Festival nel 2009, ci introdurrà al genio trasgressivo di Jim Morrison senza censure né falsi pudori.

Il film ritrae infatti la scena rock degli anni Sessanta/Settanta a tinte forti e contrastate, raccontandoci i segreti di un gruppo leggendario attraverso immagini mai viste prima. Il tutto, accompagnato dalla voce narrante di Johnny Depp nella versione originale del documentario, e di Morgan in quella italiana.

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La curiosità – Con il proprio nome, i Doors hanno voluto omaggiare William Blake, poeta e artista inglese vissuto a cavallo tra il Settecento illuminista e il più spirituale e romantico Ottocento. Non a caso, le “porte” a cui fa riferimento il nome della band sono quelle della percezione citate in un verso di Blake: “Se le porte della percezione venissero spalancate, ogni cosa apparirebbe all’uomo per come è: infinita” .


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