L’anno di Van Gogh: 125 anni di ispirazione

18 Marzo 2015

Vincent Van Gogh, (particolare) Autoritratto, 1889

Per il grande pubblico, quella di Vincent Vang Gogh è forse la figura dell’artista per antonomasia. Uomo tormentato, che nell’arte ha trovato però il modo di sublimare la sua prorompente energia, trasformandola nel testamento immortale della sua sensibilità “maledetta”.
Quest’anno ricorre appunto il centoventicinquesimo anniversario della tragica morte di Vincent. Già nei primi mesi del 2015, tutta l’Europa si è mobilitata per celebrare l’eredità artistica e spirituale del grande pittore olandese. Tra le tante iniziative in corso, anche Sky Arte HD vuole ripercorrere vita e arte dell’artista in questa esclusiva Van Gogh Night, che ha inizio giovedì sera alle 21:10.

In prima visione, il film Dietro l’artista – Van Gogh ci permette appunto di andare a fondo nel percorso creativo del genio, al di là dell’immagine popolare del pittore maledetto. Come è riuscito Vincent, figlio della borghesia olandese, a diventare il Maestro Van Gogh? Il programma di giovedì sera getta nuova luce su un affascinante processo che ha visto l’artista affrontare dubbi e ripensamenti, fallire ed esitare, prima di portare a maturazione il proprio inimitabile stile pittorico. Ad aiutarlo nel prendere fiducia nelle proprie capacità, le tante fonti di ispirazione di cui Van Gogh si è circondato e che il documentario analizza una a una: da Rembrandt a Millet, passando per gli Impressionisti francesi e i maestri delle stampe giapponesi.

A seguire, uno speciale della serie Power of Art approfondisce la lettura di uno degli ultimi capolavori di Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, che potremo apprezzare fin nel dettaglio in compagnia dell’autorevole critico del New York Times, Simon Shama. La tela, realizzata nell’anno della morte di Van Gogh, rappresenta una distesa di grano su cui sta per abbattersi una tempesta. Come colti da un presagio funesto, dai tre sentieri che attraversano il campo si leva uno stormo di corvi neri.

Retrospettivamente, sembra incredibile che, alla sua morte, Vincent Van Gogh fosse ancora un perfetto sconosciuto: per tutta la sua esistenza, i suoi dipinti non sono mai stati pagati più di 10 dollari. La stragrande maggioranza, anzi, rimase proprio invenduta. Quali fattori intervennero dopo la sua scomparsa, tali da renderlo uno degli artisti più quotati dell’arte moderna e contemporanea? Lo scopriamo grazie a una puntata speciale de I predatori dell’arte perduta.
Carlo Lucarelli ci porta infine ad affrontare quel tragico momento in cui ha termine l’incredibile viaggio di questo artista. Van Gogh è morto suicida, recitano le sue biografie, ad Auvers-sur-Oise nel 1890. Eppure, qualcosa non torna nella confessione di Vincent sul letto di morte. Nella puntata di Muse Inquietanti dedicata a questa vicenda, il celebre giallista italiano cerca finalmente di risolvere uno tra i più clamorosi “cold case” della storia dell’arte. E riabilitare forse la memoria dello stesso artista, dietro la cui morte si nasconderebbe uno scenario ben più inquietante del suicidio.

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La curiosità – Tra i tanti artisti che hanno voluto immedesimarsi nei tormenti di Van Gogh, si annovera anche il regista Akira Kurosawa. Al pittore olandese è dedicato infatti uno degli otto episodi del film Sogni, ambientato in un museo dove il protagonista (alter-ego del regista stesso) ammira dei quadri di Van Gogh, per poi ritrovarsi d’incanto in una delle opere.