Vita dissoluta di un ribelle dell’arte

20 Febbraio 2013


Generosa nel donargli un talento smisurato per l’arte; una manualità stupefacente, accompagnata da una sensibilità senza pari. E al tempo stesso crudele: nel costringerlo, maligna, in un corpo fragilissimo. Al pari di un animo che, tormentato, non sa trovare pace effimera se non nel vizio. Il duplice volto della Natura si riflette nelle vicende di uno tra i più grandi geni dell’arte moderna: Sky Arte HD va alla scoperta del celebre pittore con Toulouse-Lautrec – I vizi di Parigi.

Nel documentario firmato da Jacques Vichet emerge la figura, contraddittoria, di un uomo diviso tra un inarrivabile estro creativo e una furibonda smania autodistruttiva. Affetto da gravi malattie genetiche, l’artista porta sul proprio corpo i segni di terribili menomazioni: il dolore fisico è immagine di un ben più profondo disagio interiore, che si misura nel distacco da una famiglia che, in virtù di nobili ascendenze, ritiene scandaloso quel rampollo invasato per l’arte.

Toulouse-Lautrec si rifugerà allora nel vizio: seguendo il racconto di Véronique e Pierre-André Hélène, eredi del pittore, passiamo così dalle dorate residenze di campagna della noblesse francese ai tuguri di Pigalle, tra bordelli e café chantant; ci immergiamo nella colorita e disinibita atmosfera del mitico “Le Chat Noir”, locale simbolo della bohéme, dove l’artista passa le proprie notti tra pennelli e sonore bevute di assenzio.

Henri Toulouse-Lautrec ha saputo proseguire, innovandoli, i fasti della generazione dell’Impressionismo; anticipando, con l’incisività di un segno e una tavolozza a tratti rabbiosi, a tratti melliflui, il Novecento dei Fauves e l’Espressionismo. Un uomo che, tra genio e sregolatezza, è stato drammatico antesignano anche nella vita: prototipo drammatico e inconsapevole del mito dell’artista maledetto.