Nella stanza degli scrittori

9 Marzo 2015

Writers' room Al Gough, Miles Millar, Michael Schneider e Jim Rash. Photo Credit: JC Dhien

Per tutti gli appassionati di serie tv, il programma Writers’ room è un’occasione imperdibile per seguire trame e personaggi preferiti sin dalla loro genesi. Attraverso le parole di chi li ha creati, quegli sceneggiatori che lo scrittore Jim Rash – a sua volta vincitore dell’Academy Award – invita a confessare trucchi e segreti del mestiere più invidiato del mondo televisivo.

In questa nuova puntata, trasmessa in prima visione da Sky Arte HD, conosceremo Robert Kirkman, Alfred Gough e Miles Millar. Chi sono? Il primo è l’ormai celebre creatore della serie a fumetti The Walking Dead, nonché produttore esecutivo dell’omonima serie tv. Anche ad ‘Al’ Gough e Miles Millar i nostri serial watchers devono più di un’appassionante serata, perché nientemeno che Smallville porta la loro firma.

Cos’hanno in comune queste due serie tv? La narrazione “apocalittica”, come la definisce Kirkman. Il quale sostiene che, in tempi di instabilità globale come i nostri, il pubblico apprezza quelle storie in cui le relazioni umane trionfano sull’impossibile. Che può assumere la forma dell’invasione di zombie – ed è il caso di Walking Dead – o del “mostro della settimana”, diventato tale dopo essere rimasto colpito dalle misteriose energie portate sulla Terra da una pioggia di meteoriti. Che poi sul nostro pianeta ci sia anche un super-alieno come il Clark Kent liceale di Smallville, non inficia il funzionamento della narrazione. Parola di Gough e Millar: il loro Superman, in fin dei conti, è un americano fatto e finito.

Sempre negli Stati Uniti più “azzardati” è ambientata la serie tv Sons of Anarchy, anche se la cittadina di Charming è completamente frutto della mente di Kurk Sutter, creatore del telefilm. Lo troviamo ospite nella seconda puntata di Writers’ room, incentrata sulla nascita del club di motociclisti più famosi al mondo.

La curiosità – A dispetto dell’incredibile successo della sua serie, Sutter si considera ancora un outsider di Hollywood. Per restare coi piedi per terra, anzi, spesso e volentieri interagisce con i fan su Twitter attraverso una sorta di “rubrica fissa”, in cui gli status presentano l’hashtag #WTFSutter.