Zizou. Il mondo come campo da calcio

21 Ottobre 2013


La dimensione di uno stadio di calcio, per i novanta minuti di una partita, assume connotazioni quasi uterine. Ingloba, abbraccia, rapisce; cattura l’attenzione e la trasforma in una bolla dove il tempo si cancella, lo spazio si annulla. Per il tifoso non esiste altro se non ciò che accade in campo, magico spazio totalizzante. Magnetico. Una sensazione che accomuna qualsiasi palcoscenico, dal polveroso campetto di periferia ai templi internazionali del pallone. A maggior ragione se in scena c’è una leggenda assoluta.

Madrid, 23 aprile 2005. Al Santiago Bernabeu il Real affronta il Villareal. In campo tra i blancos  anche il mitico Zinedine Zidane, l’uomo capace di portare alla Francia un titolo Mondiale e un Europeo. Un gigante del calcio, che è icona anche fuori dal mondo dello sport: la sua condizione di francese di seconda generazione, figlio di immigrati algerini, è lo specchio di una tra le società più multietniche d’Europa. Simbolo vincente di integrazione e tolleranza.

A pochi minuti dal fischio finale di Real Madrid – Juventus, con i due top-team in cui ha militato Zidane ad affrontarsi in Champions League, Sky Arte HD propone una raffinata riflessione d’artista. Quella condotta da Douglas Gordon e Philippe Parreno, che per tutta la durata della partita del 2005 pedinano Zidane attraverso l’occhio di diciassette telecamere; estraniandosi dalla manovra, dalla cronaca, per cogliere ogni minimo istante della prestazione del campione. Restituendo, grazie a tecniche di ripresa audiovisive eccezionali, effetti di assoluta suggestione.

Ma l’emozione più intensa arriva alla fine del primo tempo. Un montaggio serrato, accompagnato dalle struggenti melodie composte dai Mogwai, passa in rassegna gli avvenimenti accaduti nel mondo nello spazio di quell’ora e mezza di calcio: attentati e omicidi, rapine e borseggi, disastri naturali, guerre, conflitti, meeting politici. Tutto condensato in pochi frame, a creare collegamenti di fortissima empatia. E nel caos di Najaf, nell’Iraq martoriato dalla guerra, tra la folla che fugge tra le sirene si scorge una maglietta blu. Sulla schiena il numero 21. E la scritta Zidane .

La curiosità – Il film di Gordon e Parreno, presentato al Festival di Cannes del 2006, ha un illustre precedente. Si tratta di Soccer As Never Before  , con cui il cineasta tedesco Hellmut Costard segue i passi di George Best durante il match di Premier League tra Manchester United e Coventry City.