Tintoretto, il pittore ribelle che per Venezia sfidò anche la peste

20 Dicembre 2018

Quando tutti fuggivano da Venezia, attanagliata dalla peste, lui rimaneva a dipingere. Il “furioso”, il pittore della Serenissima, nient’altri che Jacopo Robusti passato alla Storia come il Tintoretto.
Perché rischiare la morte, che nel 1570 era pressoché una certezza qualora si fosse rimasti nella laguna? In quell’anno, Tintoretto era impegnato a rivoluzionare l’arte dei secoli a venire, con il ciclo di grandi tele – dette teleri – per la Scuola Grande di San Rocco.
Non per niente, ma per la sua capacità di orchestrare storie per immagini su scala monumentale e con innovativi effetti scenici, Jean-Paul Sartre lo definirà nel Novecento “il primo regista della Storia“. E David Bowie, che di comportamenti e passioni da divo ne sapeva qualcosa, lo riconoscerà come un suo “pari”: a sentir lui, Tintoretto fu “una proto-rockstar“.

Ad approfondire miti – come la rivalità con Tiziano – e fatti che hanno del mitico, legati alla figura di questo eccezionale Maestro della pittura veneziana di epoca moderna, sarà il docu-film Tintoretto. Un ribelle a Venezia.
Prodotto da Sky Arte, parte della nuova stagione de La Grande Arte al Cinema, il lungometraggio è ideato da una scrittrice che su Tintoretto si è documentata a fondo, Melania G. Mazzucco, autrice sia del romanzo dedicato al Robusti La lunga attesa dell’angelo sia del successivo saggio Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana. Ma l’ambiziosa opera cinematografica vede anche la partecipazione straordinaria di Peter Greenaway e di Stefano Accorsi, in qualità di voce narrante.

Non resta che assaporare ogni secondo di questo emozionante trailer, in attesa delle giornate del 25, 26 e 27 febbraio 2019 in cui Tintoretto. Un ribelle a Venezia raggiungerà le sale cinematografiche italiane per una proiezione esclusiva, distribuito da Nexo Digital.

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