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La New York estrema di Weegee in mostra a Barcellona

22 luglio 2017

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A Barcellona, sono gli spazi della Foto Colectania Foundation a ospitare la mostra Weegee by Weegee, riunendo insieme un corpus di oltre 100 fotografie che raccontano la complessa scena sociale della New York degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Provenienti dalla M. + M. Auer in Svizzera – una delle migliori collezioni fotografiche del mondo – le opere esposte aprono un varco nella produzione del fotografo e autore freelance Weegee e sono frutto di un’attenta selezione del suo lavoro.

A emergere è il convulso scenario della metropoli statunitense dell’epoca, della quale Weegee offre una rappresentazione senza filtri: crimini, incendi, incidenti, scene di eventi sociali e popolari vengono raccolte e immortalate attraverso il suo obiettivo, andando a sommarsi a immagini legate al paesaggio e alle metamorfosi della scena urbana: dai complessi edilizi in crescita alle spiagge di Coney Island, fino ai luoghi di svago del tempo.

Divenuto celebre con lo pseudonimo di Weegee – trascrizione fonetica di ouija, un popolare gioco dell’epoca che prediceva il futuro – Arthur Fellig fu un fotografo, fotoreporter freelance e scrittore. Passato alla storia per la forza della sua opera, condusse un’esistenza “avventurosa” e, almeno in parte, difficile.
Di origine austriaca, ma emigrato a New York in tenera età, scelse di abbandonare presto il nucleo familiare d’origine; si destreggiò tra più impieghi prima di trovare la sua strada professionale. Entrò in contatto diretto con il volto più povero della città di New York, con i suoi bassifondi e con i tanti che, ieri come oggi, vivono ai margini.

La mostra, che resterà aperta fino al 5 settembre prossimo, oltre alle immagini più iconiche, propone anche una selezione di libri scritti da Weegee, tra cui l’edizione originale di Naked City. Pubblicato nel 1945, il volume divenne in breve tempo un bestseller e, successivamentr, un film noir.
Ho scattato le immagini più famose di un’epoca violenta – ha scritto Weegee in una delle sue pubblicazioni – le foto che tutti i grandi quotidiani, con tutte le loro risorse, non riuscivano ad avere ed erano costretti a comprare da me. E scattando quelle foto, ho fotografato anche l’anima della città che conoscevo e amavo.”