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Visita “fuori percorso” al Museo del Novecento di Milano

12 novembre 2017

Arturo Marini, Bagnante

Con l’obiettivo di avvicinarsi al pubblico, abbattendo qualsiasi forma di preconcetto nei confronti dell’arte contemporanea e stimolandone piuttosto la naturale curiosità, il Museo del Novcento di Milano ha da poco intrapreso una nuova iniziativa. Giocando sul senso della scoperta e della relativa sorpresa, l’istituzione meneghina ha difatti inaugurato un ciclo di mostre intitolato Fuori percorso, proprio a sottolineare la presenza di allestimenti insoliti e opere che, a rotazione, verranno sottratte all’invisibilità del deposito per essere presentate ai visitatori.

Ad inaugurare il progetto c’è una rassegna che presenta 30 sculture, esposte dal Museo direttamente “di fronte” alla città di Milano. Le opere sono infatti visibili già attraverso le vetrate del Museo, sul lato di via Marconi, incuriosendo i passanti e invogliandoli ad approfondire la fugace visione attraverso una visita alla mostra.
Fino al 25 febbraio, il pubblico “invitato” a entrare può così sperimentare la ricchezza di percorsi inediti – come inedite sono alcune delle opere presenti, frutto di lasciti dell’ultimo periodo e che perciò non sono ancora mai state esposte.

Nel percorso i temi della figura intera e del ritratto sono documentati attraverso interpretazioni molto diverse, non solo per stile e soggetto, ma anche per destinazione. Da una parte, abbiamo infatti opere pubbliche come la Vittoria fascista di Lina Arpesani passando per le suggestioni politiche dell’intervento La Bandiera di Vladimiro di Pomodoro, per poi concludere con gli esercizi concettuali che mettono in discussione lo stesso tradizionale concetto di scultura, come nel caso dei lavori di Nanni Valentini e Sol Lewitt.