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Da Firenze al Vaticano: dieci Divine Creature in mostra

22 gennaio 2018

Sono 10 attori diversamente abili i protagonisti della serie di scatti del fotografo Leonardo Baldini: sua la scelta di immortalarli riproducendo altrettanti capolavori della storia dell’arte. Dal Rinascimento agli inizi del Novecento, le opere selezionate delineano un percorso iconografico attorno alla vita di Gesù e, dopo il fortunato debutto espositivo al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, fino al 3 marzo prossimo saranno in mostra nella cornice dei Musei Vaticani.

Accessibile gratuitamente, la rassegna è ora ospitata nella hall dell’importante istituzione culturale vaticana. I visitatori di Divine Creature potranno apprezzare i risultati delle sessione fotografiche nel corso delle quali sono state complessivamente coinvolte 45 persone – tra gli attori scelti e i loro familiari – e 20 tecnici, come truccatori, costumisti, scenografi, direttori delle luci e della fotografia.

Dietro all’obiettivo hanno posato ragazzi, bambini, donne e uomini portatori di disabilità, interpretando figure rese immortali da alcuni dei più grandi pittori di sempre. Per questa operazione artistica Leonardo Baldini ha infatti scelto capolavori come l’Annunciata di Antonello da Messina, il Compianto sul Cristo morto di Andrea Mantegna, l’Angiolino musicante di Rosso Fiorentino, Cristo e il cireneo di Tiziano, l’Ecce Homo di Ludovico Cardi detto il Cigoli, la Cena in Emmaus e l’Annunciazione di Caravaggio, l’Adorazione del Bambino di Gerrit van Honthorst, il Trasporto di Cristo al sepolcro di Antonio Ciseri e il Bacio di Giuda di Giuseppe Montanari.
Quest’ultima opera, in particolare, è conservata nelle sale dei Musei Vaticani ed è stata inclusa nel percorso di visita – si tratta dell’unico originale presente, accanto all'”omologo” fotografico. In mostra anche una selezione di oggetti di scena e immagini del backstage del set fotografico.

In merito a questa operazione, Barbara Jatta – direttrice dei Musei Vaticani – ha voluto sottolineare che “è stato realizzato un raffinatissimo prodotto artistico, di alta fotografia, ispirato e mediato da grandi capolavori artistici, che non può che toccare il cuore di ognuno di noi. Ma Divine Creature è anche altro: è l’impegno tecnico e professionale, serio e meticoloso di tanti mesi di lavoro e il risultato di un profondo rispetto della disabilità“.