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Gauguin e gli Impressionisti, dalla Collezione Ordrupgaard a Padova

29 settembre 2018

Claude Monet, Il ponte di Waterloo, nuvoloso, 1903, Olio su tela, 65x100,5 cm. Ordrupgaard, Copenhagen © Ordrupgaard, Copenhagen. Photo by Anders Sune Berg

È Gauguin e gli Impressionisti. Capolavori dalla Collezione Ordrupgaard la mostra della nuova stagione espositiva di Palazzo Zabarella, a Padova. In esclusiva per l’Italia, la sede veneta accoglie fino al 27 gennaio una selezione dei capolavori raccolti dal banchiere, assicuratore, Consigliere di Stato e filantropo Wilhelm Hansen e da sua moglie Henny: all’inizio del XX secolo iniziarono a costituire la collezione che porta il loro nome.

La Fondazione Bano e il Comune di Padova sono le istituzioni scelte per l’Italia per ospitarla durante gli interventi di rinnovo che stanno riguardando gli spazi museali nei quali viene conservata in forma permanente, a Copenaghen.
L’importante serie di opere verrà infatti presentata in varie sedi mondiali: dopo la National Gallery of Canada, attualmente è in Italia e in seguito farà tappa in Svizzera. Il progetto si concluderà con il ritorno all’Ordrupgaard Museum, situato nel nord della città danese.

Questa occasione consente di ripercorrere la nascita della collezione, facendo luce sulle figure promotrici del suo sviluppo, ma anche sugli incontri e sulle scelte che si susseguirono. I coniugi Hansen, artefici di quella che venne definita una “delle più belle raccolte europee di arte impressionista“, si focalizzarono su artisti come Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse, che oggi sono tra i protagonisti della rassegna padovana.
La folgorazione per gli autori emergenti della pittura francese avvenne nel 1893, durante un viaggio di lavoro dell’imprenditore a Parigi. Sebbene fino a quel momento si fosse concentrato solo sulla pittura danese, le sue visite al Salon, alle gallerie e ai musei estesero i suoi interessi, alimentando il desiderio di formare una raccolta di arte francese all’altezza di quella danese.

Tra le tappe significative della vicenda, sulla quale influirono i consigli ricevuti dall’importante critico Théodore Duret e che si intrecciò con lo scoppio della prima guerra mondiale, merita di essere segnalata anche la creazione del cosiddetto Consorzio. Aderirono a questa realtà amici degli stessi Hansen, desiderosi di portare in Danimarca la nuova arte francese e in particolare gli Impressionisti; all’epoca, inoltre, furono molte le opportunità offerte dal mercato, sia sul fronte dell’acquisto di collezioni intere, che di singole opere.

Non solo: Hanser aprì una Galleria, consentendo un giorno alla settimana di ammirare le sue 156 opere. Si trattava di tele neoclassiche e romantiche, con David e Delacroix, opere legate al realismo e all’impressionismo, al post-impressionismo con Cézanne e Gauguin, lavori di Matisse e altri ancora.
Una battuta d’arresto si registrò nel 1922, in seguito al fallimento della Landmandsbanken, la principale banca privata di Danimarca. Dal “passaggio obbligato” della svendita dei suoi quadri francesi, Hansen riuscì tuttavia a riprendersi, ricostituendo la Collezione, destinata a crescere ulteriormente negli anni a venire.
Per opera della moglie divenne infine pubblica.

[Immagine in apertura: Claude Monet, Il ponte di Waterloo, nuvoloso, 1903, Ordrupgaard, Copenhagen © Ordrupgaard, Copenhagen. Photo by Anders Sune Berg]


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