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A Palermo, arrivano i ‘Migrants’ di Liu Bolin

2 marzo 2017

Liu Bolin_The Hope_2015

Oltre a essere uno dei temi forti dell’attualità, i flussi migratori lungo le rotte del Mediterraneo continuano a porsi al centro della ricerca degli artisti del nostro tempo. Uno degli esempi più recenti è offerto dalla personale di Liù Bolìn, le cui opere fotografiche sono esposte fino al 17 marzo 2017 a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, negli spazi della Haus Der Kunst Palermo Dusseldorf. Compresa nel programma di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo – un’iniziativa a cura dell’Assessorato comunale alla Cultura – la mostra riunisce sei immagini, alcune in grande formato, e il video del backstage di Migrants.

Quest’ultima operadalla quale prende il nome l’intero progetto espositivo, è una performance realizzata a Catania nel settembre del 2015 e frutto della collaborazione tra l’artista cinese e la Comunità di Sant’Egidio; alla sua realizzazione, presero parte una ventina di profughi provenienti dal C.A.R.A. di Mineo.
Dopo l’anteprima al Mia Photo Fair di Milano, questo lavoro esordisce ora Palermo in una prima esposizione pubblica. Sotto la lente di Liù Bolìn, i corpi dei migranti “sembrano fantasmi che affiorano all’improvviso dalle inquadrature. Corpi mimetizzati, invisibili camaleonti che evocano la relazione evanescente tra la vita e la morte“.

La genesi del progetto è stata illustrata da Beatrice Benedetti, direttore artistico della Galleria d’Arte Boxart – cui si deve l’idea alla base di Migrants -: “Dopo due anni di gestazione (2013-2015) e vari sopralluoghi con l’artista a Lampedusa, abbiamo contattato la comunità Sant’Egidio di Catania che ci ha aiutato ad ottenere i permessi dalla Capitaneria di Porto per gli scatti sulle banchine e la partecipazione dei migranti, provenienti per la maggior parte del C.A.R.A. di Mineo. Quattro dei sei assistenti/pittori erano studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania. In mostra a Palermo anche una delle magliette indossate per la performance Memory Day, con la sabbia del Lido Verde dove nel 2013 furono recuperati i corpi senza vita di sei migranti“.