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Roma nel Cinema, un omaggio fotografico sull’Isola Tiberina

5 agosto 2017

anna magnani

Provengono dal ricco patrimonio dell’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, le fotografie esposte per l’intero mese di agosto sull’Isola Tiberina, nella Capitale. La mostra Roma nel Cinema, aperta fino al 2 settembre prossimo ad accesso gratuito, raccoglie 25 opere realizzate da alcuni dei grandi fotografi che hanno testimoniato il forte legame tra la Città Eterna e la settima arte. Tutte in bianco e nero, le fotografie esposte portano la firma anche di autori di primo piano come Francesco Alessi, G. B. Poletto, Pierluigi Praturlon, Divo Cavicchioli e Osvaldo Civirani.

Presentata per la prima volta nel 2000, nella cornice del Museo di Roma in Trastevere con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, e forte del successo ottenuto anche in ambito internazionale, la mostra viene riproposta – 17 anni dopo – in una versione concentrata. Del corpus originario, composto da 135 fotografie, sono state infatti selezionate le immagini attualmente riunite nell’Isola Tiberina. Una scelta che continua a testimoniare la complessità e il fascino della relazione tra il cinema e la città, le cui location sono state più volte predilette dai registi internazionali.

A emergere in Roma nel Cinema è anche il contributo di una figura talvolta fuori dalle luci della ribalta, la cui presenza è tuttavia fondamentale per restituire lo spirito del “dietro le quinte” e cogliere gli aspetti più veri della preparazione di un film. Il fotografo di scena, infatti, è “un osservatore attento”: le sue opere, degne di autonomia propria, si collocano “lontano dall’essere una banale riproduzione di quello che il direttore della fotografia ha illuminato, il regista deciso, gli attori interpretato. Alcune foto sono vere e proprie opere artistiche, poiché è impressa nello scatto una particolare cura nel riprodurre l’atmosfera di quel film, l’anima segreta di una inquadratura.”

La mostra, infine, offre un’occasione per raccontare le evoluzioni della città nel corso dei decenni, con le trasformazioni urbani e sociali dagli anni Cinquanta agli Ottanta.