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Alphonse Mucha e l’arte della bellezza, protagonisti in Danimarca

16 marzo 2018

Alfons Mucha, Job, 1896. Litografia a colori, cm 54,2 × 41,5, Richard Fuxa Foundation. Foto: © Richard Fuxa Foundation

È intitolata ad Alphonse Mucha la rassegna che, fino al 3 giugno, anima gli spazi di ARKEN, il museo d’arte moderna situato a Ishøj, a poca distanza da Copenaghen. L’obiettivo della mostra è celebrare il senso di bellezza che pervade le opere dell’artista ceco e la sua fiducia nella creatività come strumento per cambiare – in meglio, naturalmente – il mondo.

Poster, fotografie, oggetti di design e gioielli testimoniano l’eccezionale talento di Mucha nella definizione di universi fuori dal tempo, in cui sono le linee sinuose e i soggetti femminili, oltre ai lussureggianti richiami al mondo naturale, i veri protagonisti della scena.
Figura cardine dell’Art Nouveau, che trovò ampia diffusione nelle capitali europee fra il 1890 e il 1910, Mucha trasse ispirazione soprattutto dal fermento creativo parigino, città che lo accolse nel 1887.

Un medium in particolare contribuì al successo dell’artista: il poster, usato da Mucha per rappresentare a grandezza naturale la famosa attrice Sarah Bernhardt nel ruolo di Gismonda; l’opera gli valse il plauso dei parigini, che videro il poster in tutte le strade della città, nel 1895.
A partire da quel momento, lo stile di Mucha divenne un vero e proprio marchio di fabbrica, da replicare su magazine e cartoline, scatole di biscotti e bottiglie di champagne.

A riprova della grande influenza esercitata dall’immaginario di Mucha sulle generazioni successive, la mostra danese raccoglie anche una serie di copertine di album musicali e locandine di concerti realizzate nel solco dell’energia visiva di Mucha ‒ dai Led Zeppelin ai Pink Floyd, dai Doors ai Rolling Stones fino a Jimi Hendrix.