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L’arte “in bianco e nero” si dà appuntamento a Düsseldorf

24 marzo 2018

Jean Auguste Dominique Ingres, Odalisque in grisaille, 1824-34

È una rassegna affascinante e di grande, impatto quella allestita al Museum Kunstpalast di Düsseldorf fino al 15 luglio. Intitolata Black & White From Dürer to Eliasson, la mostra si inscrive nel solco dell’esposizione Monochrome. Painting in Black and White, ospite della National Gallery di Londra sino allo scorso febbraio, ripercorrendo sette secoli di storia dell’arte attraverso la lente cromatica del bianco e nero.

Un centinaio di opere, realizzate da 75 artisti dal Medioevo a oggi, approfondiscono il ricorso al bianco e nero come mezzo per veicolare determinate scelte visive. Dalla pittura al disegno, dalla fotografia all’installazione, è sterminato il numero di lavori giocati sull’uso esclusivo del bianco e del nero.

Se nel Medioevo il colore, applicato alla pittura sacra, rappresentava una fonte di distrazione, nel Quattrocento una palette monocroma divenne lo strumento prediletto dagli artisti per focalizzare lo sguardo del pubblico su dettagli e soggetti, ricorrendo alla tecnica della grisaille.

Organizzata attorno a 9 sezioni, la mostra tedesca non manca di dare risalto anche alla fotografia e al cinema, linguaggi visivi altrettanto interessati dall’utilizzo del bianco e nero. Albrecht Dürer, Andrea Mantegna, Peter Paul Rubens, Rembrandt van Rijn, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Gerhard Richter, Heinz Mack, Günther Uecker e Olafur Eliasson sono solo alcuni dei protagonisti di una mostra che getta un lungo ponte tra passato e presente, sorto sulle fondamenta del colore.