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Un nuova luce sull’origine dell’arte monumentale?

28 aprile 2018

Rinvenuta dai cercatori d’oro nel 1894, la colossale statua in legno scolpito alta più di un metro e ottanta, nota con l’appellattivo di Shigir Idol, è recentemente tornata sotto la lente di ingradimento della comunità scientifica internazionale.
A riaccendere il dibattito è una ricerca pubblicata dallo studioso Andrew Curry sulla rivista Science.

Scoperta sui Monti Urali, l’opera era stata inizialmente sottoposta ad analisi radiocarboniche che avevano fissato l’epoca della sua realizzazione a 9.800 anni fa. Fin dall’inizio, tuttavia, tale parametro numerico si è rivelato controverso e alcuni studiosi hanno manifestato perplessità, soprattutto per la presenza di segni di particolare complessità.

Secondo un nuovo studio, tuttavia, la scultura sarebbe stata ricavata da un unico tronco di larice databile addirittura a circa 11.600 anni fa.
Sebbene permangano incertezze in merito al significato dei segni impressi sull’opera, la vicenda di Shigir Idol, nel suo complesso, attesta come per gli archeologici resti ancora da definire la cronologia dell’arte antica.
E chissà che, in futuro, ulteriori lavori ritenuti apparentemente privi di aspetti spettacolari, come in questo caso, possano essere riconsiderati, divenendo una chiave di volta per ricostruire la nascita della storia dell’arte.