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Filosofia e architettura si incontrano a Venezia

25 maggio 2018

Unisce piani e ambiti diversi la mostra Machines à penser, allestita presso la sede veneziana della Fondazione Prada dal 26 maggio al 25 novembre.
Costruita attorno a tre pilastri delle filosofia occidentale novecentesca ‒ Theodor W. Adorno, Martin Heidegger e Ludwig Wittgenstein ‒ l’esposizione mette in dialogo i temi dell’esilio, della fuga e del rifugio con quelli della produzione intellettuale e del pensiero.

Se nel caso di Adorno l’esperienza dell’esilio è vissuta in prima persona, per Heidegger e Wittgenstein il ritiro in luoghi isolati diventa una scelta meditata, sulle tracce di una solitudine che agevola la riflessione e il lavoro dell’intelletto. Il piano terra e il primo piano nobile dell’edificio lagunare si trasformano in un dispositivo che accoglie le ricostruzioni dei “luoghi” abitati dai tre filosofi, spostando l’indagine anche sul piano architettonico.

L’esilio americano di Adorno è documentato dall’ingrandimento di una fotografia di Peter Lakey che ritrae l’interno di Villa Aurora a Los Angeles, mentre l’abitazione di Heidegger nella Foresta Nera rivive grazie a una ricostruzione in scala quasi reale; quella di Wittgenstein, infine, lascia intravedere l’unica scultura realizzata dal filosofo.
Completano il mosaico opere, fra gli altri, di Gerhard Richter, Guy Moreton, Jeremy Millar e Goshka Macuga, che regalano allo spettatore ulteriori indizi sulle esistenze dei tre protagonisti.