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Ritorno a Chernobyl. Un’inchiesta fotografica di Nadja Gusenbauer

17 maggio 2018

26 aprile 1986: una data che non può essere rimossa dalla memoria collettiva.
Il disastro nucleare di Chernobyl, avvenuto esattamente quel giorno di oltre 30 anni fa, per la sua gravità e drammaticità resta un episodio impossibile da dimenticare, non solo per quanti ne hanno ricordi diretti.

Nel luglio 2017, la fotografa ucraina Nadja Gusenbauer ha scelto di addentrarsi nell’estesa area colpito dal terribile evento. Il risultato della sua esperienza di osservazione diretta confluisce oggi nella personale Nadja Gusenbauer – Sperrzone Tschernobyl. Verschwunden 1999, in apertura a Vienna, negli spazi della Leica Galerie, il prossimo 18 maggio.
Fino al 4 settembre sarà possibile misurarsi con le dirette conseguenze del tragico episodio osservare una serie fotografica di 43 immagini, realizzate intorno alla centrale nucleare di Chernobyl e in alcune località limitrofe, tra città e villaggi evacuati in seguito al disastro e oggi in condizione di abbandono e degrado.

Originaria di Kiev, città in cui è nata nel 1967, e formatasi presso la State University of Technologies & Design di Kiev, Nadja Gusenbauer ha lasciato il suo Paese per dedicarsi a nuove sfide professionali in giro per l’Europa.
Questa collezione fotografica delinea una narrazione complessa ed emozionante, capace di lasciar emergere quella dimensione di misticismo, pericolo, alienazione e desolazione che oggi avvolge luoghi nei quali, fino a qualche decennio fa, la vita si svolgeva secondo ben altri ritmi e riti.