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L’arte “viva” di Alessandro Bulgini per la sua Taranto

10 giugno 2018

Nato a Taranto ma attualmente attivo a Torino, Alessandro Bulgini non ha mai dimenticato la sua città natale. E lo dimostra un progetto – di vita, prima ancora che artistico – che conduce dal 2015 e che quest’anno è giunto alla sua terza fase.
Taranto Opera Viva non è un evento, né una manifestazione organizzata in modo ufficiale: attività indipendente che nasce esclusivamente dalla volontà e dall’operato dell’artista, si può definire come l’omaggio disinteressato di Bulgini alla sua città e a chi la abita.

Il rapporto con Taranto e le sue comunità è infatti alla base del progetto di Bulgini, che arriva in città con la sua caratteristica tuta rossa. Opera (e gesto) iconica dell’intero progetto è senz’altro il relitto nel Mar Piccolo, una imbarcazione affondata e mai rimossa a pochi passi dalla banchina, che l’artista ha ridipinto ogni anno con un design diverso, trasformando una maceria in monumento della città. “Adesso i turisti quando vanno a fotografarsi hanno un motivo più legittimo, magari pensando che qualcuno s’è preso cura di quella cosa abbandonata”, ha spiegato ad Artribune.

Col tempo, sono diventati tanti i relitti o le imbarcazioni in uso che Bulgini, anche su richiesta, ha decorato; portano la sua firma anche gli “Orti Urbani”, che adesso fioriscono sugli scafi o negli spazi interni del Caffè Letterario Cibo. Numerosi sono anche i galeoni dipinti e disseminati nella città vecchia o che vanno a coprire le pensiline battute dal sole sotto le quali lavorano gli spaccacozze. “dopo qualche tempo ho incominciato a pensare seriamente che l’isola di Taranto per una serie di motivi fosse un Galeone in mare tumultuoso e i suoi abitanti abili marinai.
Non sono che i maggiori, più evidenti interventi realizzati da Bulgini in un mese di permanenza a Taranto. In un progetto ribattezzato Opera Viva, infatti, non si contano le azioni quotidiane, più o meno impermanenti, che pur avendo lo status di artisticità condividono con la vita di tutti i giorni la possibilità di scaturire da gesti e relazioni non programmati, ma prontamente accolti.