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Da Tiziano a Van Dyck, il volto del Cinquecento rivive a Treviso

26 settembre 2018

Antoon van Dyck, Testa di carattere 1613-21 olio su tela, 64,7x50,5 cm

Provengono da una delle maggiori collezioni private del Veneto le 50 opere esposte, a partire dal 26 settembre, alla Casa dei Carraresi di Treviso in occasione della mostra Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500. Curato da Ettore Merkel e organizzato da ARTIKA, il progetto espositivo si snoda tra 6 sezioni tematiche, “svelando” i capolavori raccolti negli anni da Giuseppe Alessandra.
A partire dal 1956, il collezionista iniziò infatti a istituire un proprio fondo artistico, all’interno del quale sono raccolte sculture, opere di pittura antica e contemporanea, grafica, mobilia di ogni genere, una biblioteca ed oggetti legati alla  passione per i cani. Le opere selezionate per questa mostra intendono ricostruire il panorama della pittura veneta tra Rinascimento, Manierismo e gli esordi del Barocco, mettendone in evidenza l’evoluzione, presentando gli autori, le botteghe e le influenze esterne.

Il percorso di visita prende avvio con un focus sulla pittura veneta dalla fine del Quattrocento al termine del secolo successivo; le prime due sezioni, infatti, propongono lavori eseguiti nella bottega dei Bellini fino ad arrivare all’ultimo Tiziano – del quale viene presentato il Ritratto di Ottavio Farnese (1545-46) – senza trascurare figure di rilievo come Giorgione, Tiziano e Tintoretto.
I lavori di questi artisti, secondo una precisa scelta curatoriale, sono affiancati nell’allestimento dai dipinti realizzati da autori usciti dalle loro botteghe, come Sebastiano del Piombo, Palma il Giovane e Lodovico Pozzoserrato.
L’attenzione si allarga al Centro Italia e all’area lombarda nelle due sezioni successive, ponendo le basi per l’osservazione estesa oltre i confini nazionali, al centro del successivo excursus, sugli artisti d’Oltralpe che esercitarono la propria influenza sulle arti figurative nel Nord Italia. A testimonianza di queste connessioni vengono esposti Ritratto di Gentiluomo di Hans von Aachen e la Testa di Carattere di Van Dyck.

Oltre a ricostruire lo scenario del Secolo d’Oro della pittura veneta, la mostra costituisce anche un’occasione per addentrarsi nel gusto collezionistico di Giuseppe Alessandra. Di particolare rilievo, tra i vari aspetti distintivi della sua ampia collezione, sono le importanti provenienze di numerose tra le opere che la compongono, un parametro che evidenzia la qualità della raccolta stessa. Solo per citare alcuni esempio, il San Girolamodi Tiziano Vecellio proviene dalla collezione Giovanni Testori; il Sebastiano Venier di Tintoretto dalla collezione di Italico Brass a Venezia.

Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500 si lega al percorso guidato L’arte racconta – destinato alle scuole – che esamina lo sviluppo della pittura tra XVI e XVII secolo, nonché a una serie di attività che include un’avvincente caccia al tesoro destinata ai piccoli visitatori.

[Immagine in apertura: Antoon van Dyck, Testa di carattere, dettaglio, 1613-21]


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