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L’arte “nomade” del Kazakhstan arriva a Londra

28 settembre 2018

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Memoria e istanze contemporanee si mescolano all’interno della mostra Focus Kazakhstan: Post-nomadic Mind, ospite, fino al 16 ottobre, dell’Hydraulic Power Station di Wapping, a Londra. Come sottolinea il titolo, lo sguardo è rivolto alla scena creativa kazaka, di cui i 32 artisti in mostra tracciano i contorni, riflettendo inevitabilmente anche sul prima e il dopo l’epoca sovietica.

Dalle influenze del nomadismo e dell’arte sciamanica all’imposizione dei dettami artistici occidentali da parte del regime sovietico, fino all’attuale ritorno a una cultura costretta al silenzio, il dialogo con la Storia è centrale nei lavori esposti a Londra che propongono, al contempo, un’indagine attorno ai temi dell’oggi come la globalizzazione, il consumismo, il post colonialismo.

Basti pensare a Transgression, del duo composto da Galim Madanov e Zauresh Terekbay, che mette in luce gli improvvisi cambiamenti generati dalla modernità all’interno della società kazaka; oppure a Machine, di Asel Kadyrkhanova, che rende omaggio ai milioni di vittime senza nome della repressione sovietica negli anni Trenta.


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