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L’arte italiana del secondo dopoguerra, dalle “stanze” della Banca d’Italia

23 dicembre 2018

RENATO GUTTUSO, Barche nella tempesta, 1950

Giungono a Palermo dalle diverse sedi della Banca d’Italia i capolavori che animano la rassegna Altre Stanze anni ’50 e ’60”, allestita fino al 28 febbraio 2019 nelle sale della Fondazione Sant’Elia. Curata da Mariastella Margozzi e Morena Costantini, la mostra restituisce le atmosfere creative del Belpaese all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, attraverso una raccolta prestigiosa.

Sullo sfondo del Piano Marshall e del boom economico, al confine tra la Dolce vita e le “borgate” di Pasolini, gli artisti italiani mescolavano tradizione figurativa e astrattismo informale, riunendosi in gruppi e movimenti presi in esame dalla esposizione palermitana. Lucio Fontana, Renato Guttuso, Franco Angeli, Carla Accardi, Alberto Burri, Giulio Turcato, Ugo Attardi, Enrico Baj, Tano Festa e Giorgio de Chirico sono solo alcuni dei protagonisti di un’epoca dalle tante sfumature.

Altre stanze trae il suo titolo”, spiega la curatrice Margozzi, “da un’opera di Corrado Cagli del 1950, che testimonia l’uscita di queste opere dalle ‘stanze’ nelle quali sono abitualmente collocate, non visibili al pubblico. Ognuna delle opere è unica nel proprio habitat e nel dialogo con esso, ma in questa occasione si offrono insieme con l’ambizione di tendere dei fili che le riconnettano al flusso dell’arte italiana fino alla fine degli anni ’60”.

Collocate nelle stanze di rappresentanza all’interno degli istituti della Banca d’Italia, le opere che arricchiscono la collezione furono acquistate sul mercato internazionale ed estero fra gli anni Ottanta e i Duemila, senza criteri tematici o cronologici definiti, e oggi costituiscono una raccolta davvero preziosa.

[Immagine in apertura: Renato Guttuso, Barche nella tempesta, 1950]


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