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Quando la moda si ispira al regno animale, a Palazzo Pitti

9 gennaio 2019

Animalia Fashion, mostra a Palazzo Pitti, Firenze. Dall'alto verso il basso, gioielli di Lydia Courteille, Hemmerle, Roberto Coin, Chopard, Lorenz Baümer © photo Antonio Quattrone

Nei giorni in cui Firenze accoglie Pitti Uomo 95, principale kermesse dedicata alla moda uomo a livello internazionale, al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti prende il via un nuovo appuntamento espositivo. Eccezionalmente, in occasione della mostra Animalia Fashion – curata da Patricia Lurati e visitabile fino al 5 maggio – 18 sale della nobile dimora simbolo dell’Oltrarno accolgono sorprendenti creazioni moda accanto a “presenze inconsuete”.
Animali impagliati e rettili in formaldeide, concessi in prestito dal Museo fiorentino di Storia Naturale ‘La Specola’, ragni conservati nelle teche prestati dall’Associazione Italiana di Aracnologia, dipinti antichi e oggetti dal Museo di Antropologia ed Etnografia di Firenze, riproduzioni di disegni tratti da antichi bestiari e pagine da tacuina sanitatis medievali contraddistinguono infatti l’allestimento di un’esposizione che punta a mettere in evidenza il contributo della zoologia nell’Alta Moda.
Ragni, cigni, conchiglie, ricci, pesci, coralli, pappagalli, aragoste, babirussa, pesci istrice, serpenti, scarabei, mosche, api, coccodrilli, farfalle sono gli animali che scandiscono il percorso espositivo, accompagnati da abiti, accessori e gioielli creati dalle principali case di moda internazionali e da stilisti emergenti nell’arco degli ultimi 18 anni.

 

Animalia Fashion, veduta della mostra a Palazzo Pitti, Firenze, con abiti di Agatha Ruiz de la Prada, Jean Paul Gaultier, Dolce & Gabbana © photo Antonio Quattrone

A partire dal 2000, la storia dell’Haute Couture viene ripercorsa prendendo in esame le più fantasiose e sorprendenti connessioni con la scienza zoologica, dimostrando sia la capacità dei designer di rielaborare in maniera originale forme, colori e pattern desunti dalla Natura, sia l’inesauribile fascino esercitato da quest’ultima sulla moda contemporanea.
Un obiettivo duplice che si riflette in un allestimento “concepito come un fantastico, iperbolico museo di storia naturale”, progettato dall’architetto Mauro Linari.

In questa carrellata di quasi un centinaio di pezzi tra abiti, borse, scarpe, gioielli e accessori, l’Alta Moda interpreta un universo favoloso, dove i manichini diventano creature di un bestiario moderno e poetico” – ha sottolineato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, sottolineando che il progetto è da intendersi come “un omaggio alle qualità artistiche e tecniche della moda contemporanea, un settore cui il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti sta dedicando nuove energie ed attenzione”.
La curatrice e ideatrice Patricia Lurati ha inoltre precisato: “In un dialogo emozionante con questo zoo di stoffe, piume, pellami – e non solo – il visitatore viene sorpreso, coinvolto nella scoperta delle meraviglie del mondo animale, che per gli stilisti diventa fonte di ispirazione, o che crea accostamenti inaspettati nell’immaginazione di chi guarda”.


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