Dracula in Triennale, una mostra da brivido

26 novembre 2012


C’è la figura storica, per quanto avvolta da una coltre di mistero. E c’è il mito, capace di terrorizzare e incuriosire: ma soprattutto ispirare, stimolare la fantasia di registi e artisti, stilisti e designer. Perché Dracula è, ad oltre un secolo dalla sua nascita letteraria, uno straordinario modello di stile: la sua fortuna, la sua capacità di attraversare il tempo e le mode, sono raccontate oggi alla Triennale di Milano.

Una mostra dai mille volti: tanti quanti sono quelli del vampiro ideato da Bram Stoker. Nasce dalla collaborazione con il prestigioso Kunsthistorisches Museum di Vienna la sezione che ripercorre le oscure e fascinose notizie storiche su Vlad III, principe di Transilvania, strenuo difensore della cristianità a fronte delle invasioni turche del XV secolo. È la sua crudeltà nei confronti dei nemici a creare il mito del vampiro.

Ma più dei reperti storici, premiati da un allestimento estremamente raffinato, a brillare sono le indagini sulla fortuna di Dracula nell’ultimo secolo. Tanto cinema, come è ovvio: dallo script ai costumi è il “Dracula” firmato nel 1992 da Francis Ford Coppola a offrire il corpus maggiore di documenti, con l’omaggio dovuto alla straordinaria Eiko Ishioka. La costumista giapponese scomparsa pochi mesi fa, che proprio per questo film ottenne il premio Oscar.

Dracula ispira la moda: ecco allora una sfilata di abiti che svelano la sensualità della donna vamp; ma ecco anche le tavole più conturbanti di Guido Crepax, con la sua Valentina alle prese con il fascino pericoloso del Principe della Notte. Dracula nel passato, nel presente e … nel futuro. Italo Rota immagina l’arredamento per la casa di un vampiro di oggi, habitat naturale per un mito che non morirà mai.