La felicità? Una vera e propria scienza

16 gennaio 2013


È una pura astrazione: se possibile la più sognata e affascinante; la sua continua ricerca è la benzina, inesauribile, che alimenta il motore della vita. Può essere osservata, toccata e misurata la felicità? È  possibile analizzarla come un comune fenomeno naturale? Sfida davvero suggestiva quella che si pone l’ottava edizione del Festival delle Scienze, in programma dal 17 al 20 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Una maratona a tema, condotta nel confronto con scienziati di livello assoluto; artisti del pensiero, che provano a circoscrivere e fotografare, ognuno nel proprio campo, i contorni sfuggenti di un mistero dal fascino antico. Cosa ci rende felici? Dipende dall’ambiente e dal contesto sociale in cui viviamo assicura John Helliwell, docente di economia dell’Università del British Columbia: a Roma presenta la sua tesi per una geografia della gioia. Con tanto di classifica delle nazioni dove si sta più allegri.

I soldi non danno la felicità, ma possono contribuire al suo raggiungimento: importante la testimonianza di Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia nel 1998; i suoi esperimenti sul microcredito hanno dimostrato che un’altra finanza, meno cinica e più umana, è possibile. Ma a farci felici non è solo accumulare denaro, a volte è anche spenderlo: Juliet Schor e Lauren Anderson affrontano i contorti e sofferti meccanismi di appagamento scaturiti dallo shopping.

Inevitabile, toccando il tema della felicità, una riflessione a tutto tondo sul tema della sessualità. Letto nei suoi aspetti puramente chimici, interpretando con David Linden “i circuiti cerebrali del piacere” ; ma vissuto anche come complessa relazione tra aspetti fisici e fisiologici, psicologici e culturali. Un programma intenso, doverosamente serio ma non serioso: occasione per avvicinare chiunque al fascino discreto della scienza.