Steve Jobs, è già tempo di biopic. Al Sundance Festival

8 gennaio 2013


È la premiere più attesa dell’edizione 2013 del Sundance Festival, la rassegna indipendente che da oltre trent’anni rappresenta l’altra faccia della medaglia del cinema a stelle e strisce. Una kermesse da sempre patrocinata da Robert Redford, divo anticonformista per antonomasia; trampolino di lancio per registi del calibro di Jarmusch, Tarantino e Soderbergh. I fari di questa edizione sono tutti per “Jobs”: in cartellone il prossimo 25 gennaio.

Segretezza pressoché assoluta, ad oggi, sul contenuto e sul taglio del film che racconta la vita del padre della Apple, in buona parte girato nello stesso garage dove Steve Jobs ha messo a punto i suoi primi computer. Il regista Joshua Michael Stern ha voluto come protagonista un inedito Ashton Kutcher, idolo delle teen-ager, ad oggi molto più a suo agio nella commedia che non in ruoli impegnativi. Per l’attore si tratta dell’occasione che può valere la carriera.

Se il Sundance scalda i motori, l’Academy è già in viaggio. Saranno ufficializzate giovedì 10 gennaio le candidature ufficiali alla notte degli Oscar 2013, di scena al Teatro Dolby di Hollywood il prossimo 24 febbraio: tra probabili conferme e possibili, interessanti, sorprese. Prova ad entrare nel mito Daniel Day Lewis, puntando con la sua interpretazione nel ruolo di Abraham Lincoln, a centrare la terza statuetta come miglior attore protagonista. Record ad oggi irrealizzato.

Al biopic centrato sulla vita del presidente anti-schiavista vanno i favori dei pronostici anche per quanto riguarda il premio come miglior film e miglior regia: ma la concorrenza è più che agguerrita. Piace “Zero Dark Thirty” di Kathryn Bigelow; ma non si escludono strizzate d’occhio al “Django Unchained” di Quentin Tarantino, riedizione del mitico spaghetti western interpretato da Franco Nero, capace di scalzare il colossale “Lo Hobbit” dalla classifica dei film più visti negli USA.