Stefano Accorsi, un arbitro al cinema

16 agosto 2013


Un’elegantissima fotografia in bianco e nero, che sospende il tempo e gioca con la suggestione. Un cast decisamente allettante: guidato da Stefano Accorsi e Geppi Cucciari, impreziosito dall’esilarante cameo di Francesco Pannofino. Una trama che si basa sul calcio, più che uno sport una religione nazionale. Gli ingredienti ci sono tutti perché L’arbitro  , opera prima di Paolo Zucca, sia una delle grandi sorprese della prossima Mostra del Cinema di Venezia.

Una commedia sognante e allucinata, con gesta sportive teatralizzate al punto da sembrare improbabili spassosi balletti; una vicenda dolceamara, chiamata ad aprire con il suo carico di cinica ironia le giornate degli autori della kermesse lagunare. Il pallone è una cosa seria nel più aspro e duro entroterra sardo, dove le partite tra due squadracce di dilettanti assumono connotati extra-sportivi, diventando metafora della crudeltà della vita e della forza dei sentimenti.

Un contesto nel quale irrompe, catapultato dall’olimpo della ribalta internazionale, proprio Accorsi: fischietto da Champions League punito per essersi fatto corrompere, spedito per redimersi nel più infernale girone di Terza Categoria. Dalla fiction più sfrenata e fantasiosa al biopic d’autore: il calcio resta nel radar del cinema, quasi anticipando l’euforia per i Mondiali in programma la prossima estate in Brasile.

Proprio alla Coppa del Mondo è dedicato il film in lavorazione in queste settimane alle porte di Parigi. Nel cast anche Tim Roth, con Gerard Depardieu a vestire i panni del leggendario Jules Rimet, ideatore della massima competizione calcistica. Ancora segreto il titolo del progetto, che nelle intenzioni del regista Frédéric Aubertin racconta l’epopea della FIFA e l’organizzazione del primo epico mondiale in Uruguay, nel 1930.