Merano: una mostra per il design del vino

29 dicembre 2014


Là dove si è spinto l’impero di Roma, lì è arrivato il vino: non c’è angolo d’Europa che non vanti una solida tradizione nel campo dell’enologia, a partire dal bacino del Mediterraneo – dove ogni grande civiltà, dall’antico Egitto alla Grecia, ha sviluppato tecniche e tipologie proprie – fino alle terre del nord. Le stesse a cui guarda la mostra che a Merano indaga fino all’11 gennaio le ultime tendenze nel campo del design e dell’architettura applicate all’industria del vino.

Otto diverse zone di produzione, dal Burgenland austriaco all’Alto Adige, dal Tirolo alla Slovacchia fino alla Germania e alle rive del Baltico, passando per Repubblica Ceca e Ungheria; circa quaranta diversi progetti che raccontano a Merano Arte, spazio che la locale Cassa di Risparmio destina alla cultura, come negli ultimi decenni sia mutato il modo di guardare al paesaggio agricolo. Con i vigneti a diventare luogo da reinventare, nel quale sperimentare nuove forme di sostenibilità e compatibilità.

Esigenze particolari quelle che richiede il lavoro in cantina, che gli architetti di oggi provano ad assecondare liberando la propria fantasia. Come capita a Termeno, provincia di Bolzano, patria del celeberrimo Gewürtztraminer: dove l’intrecciarsi dei tralci delle viti si proietta sulle facciate della sede della locale cantina sociale disegnata, nel 2010, da Werner Tscholl (nella foto); e come succede in Austria nell’azienda di Leo Hillinger, star internazionale del vino che lancia una linea di bottiglie griffata Zaha Hadid.

In mostra a Merano, presentati grazie a spettacolari fotografie e approfondimenti ipertestuali multimediali, i progetti che documentano il concept delle diverse cantine, oltre a vere e proprie bottiglie… da museo! Per un evento che testimonia il punto di incontro tra lo spirito di sperimentazione dei designer e le necessità operative di chi lavora in vigna, aggiornando in chiave 2.0 prassi dalla tradizione millenaria.