Il viaggio in India che ispirò ai Beatles il White Album

30 maggio 2016

Pattie Boyd, Paul McCartney, Ringo Starr e John Lennon in India, 1968

Dal 1 giugno al 2 ottobre il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita Nothing is real. Quando i Beatles incontrarono l’Oriente, una mostra che prende spunto dal viaggio che i Fab Four compirono nel 1968 in India, a Rishikesh.
Un’esperienza mistica in tutti i sensi, perché i quattro componenti del gruppo vi si recano per frequentare un corso di meditazione trascendentale, presso l’ashram indiano del guru Maharishi Mahesh Yogi, che avevano conosciuto l’anno prima a Londra.

Quel viaggio risultò determinante per la crescita compositiva e strumentale dei Beatles: la serenità e il tempo libero concessero loro spazi di creatività e tempi per comporre nuove canzoni, mentre l’assenza di elettricità li costrinse a utilizzare le chitarre acustiche, raffinandone le competenze strumentali. Una formazione, insomma, che contribuì in maniera fondamentale alla realizzazione del White Album.

A questo particolare episodio si ispira la mostra, che mescola cultura “alta” e “bassa”: in esposizione si trovano i memorabilia beatlesiani raccolti da appassionati collezionisti come pure le fotografie di Pattie Boyd (sua l’immagine in apertura, scatttata nel 1968), fidanzata di George Harrison e poi “amante” di Eric Clapton; imprescindibile l’icona di Siddharta, il romanzo di Herman Hesse che ha avvicinato molti giovani al misticismo, accostata alle prime edizioni di manuali di viaggio, libri, guide utili a raggiungere l’India con poche spese.

Presente anche il reportage televisivo del giovane giornalista Furio Colombo che – forse per caso – si trovava nel Rishikesh negli stessi giorni dei Beatles; Wonderwall è invece il film psichedelico del 1968 diretto da Joe Massot con musiche di George Harrison.
A ricostruire il giusto contesto culturale di quel glorioso frangente storico, al visitatore vengono proposte inoltre le “ceramiche tantriche” di Ettore Sottsass e le opere di Alighiero Boetti, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Francesco Clemente: diversi modi dell’arte contemporanea di avvicinarsi al tema dell’orientalismo.