Nel segno di Joan Miró, a Napoli

29 settembre 2019


Un quadro non si finisce mai, non si comincia nemmeno, un quadro è come il vento: qualcosa che cammina sempre senza posa“. Parlava così Joan Miró a proposito del dipingere, auspicando che le sue opere potessero vivere per sempre attraverso gli occhi delle future generazioni. Un’arte immortale, quella del pittore surrealista, che viene oggi omaggiata dal PAN Palazzo delle Arti Napoli con un’esposizione aperta fino al prossimo 23 febbraio.

A organizzare l’evento, un insieme di istituzioni italiane e portoghesi, impegnate all’unisono nella riuscita di un’iniziativa corposa. Joan Miró. Il linguaggio dei segni raccoglie infatti ottanta opere, tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto.

Curata da Robert Lubar Messeri, tra i massimi esperti dell’artista spagnolo, la rassegna si sofferma in particolare sulla poetica del “segno” del pittore, mettendo sotto la lente d’ingrandimento quella che fu una delle caratteristiche più lampanti della sua immaginifica ricerca: la riduzione degli oggetti a sagome sottili ed eleganti. Un processo di semplificazione qui riproposto attraverso un nutrito gruppo di lavori, selezionati all’interno di un arco di tempo lungo sessant’anni.

A scandire l’itinerario di visita sono nove capitoli, chiamati a testimoniare i momenti nodali dell’orizzonte creativo di Miró. Si comincia con la Ballerina del 1924, emblema della prima sezione, incentrata sulle funzioni della linea come contorno. Seguono gli “episodi” dedicati alla figura, tra uccelli volteggianti, corpi astrali e creature che gesticolano nello spazio colorato. E poi ancora i collage, i “dipinti selvaggi” degli anni Trenta e le grandi opere ispirate alla calligrafia giapponese. Un percorso espositivo dettagliato, che conduce l’osservatore lungo le tappe più rappresentative dell’arte di Miró, e che termina con la sezione dedicata alle “tele bruciate” degli anni Settanta, ennesima prova di un’instancabile verve sperimentale.

[Immagine in apertura: Joan Miró, Visioni, 30 agosto 1935 © Fundação de Serralves, Porto © Successió Miró by SIAE 2019. Photo Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto]