Addio allo scrittore Andrea Camilleri

17 Luglio 2019


Si è spento a Roma, all’età di 93 anni, Andrea Camilleri. Tra i più amati scrittori italiani, era noto al grande pubblico soprattutto per la fortunata serie di cui è protagonista l’ispettore Montalbano, personaggio portato al successo sul piccolo schermo dall’attore Luca Zingaretti. Originario di Porto Empedocle (Agrigento), dove era nato nel 1925, Camilleri esordì giovanissimo nel teatro, prima come regista, poi come sceneggiatore, fino a raggiungere il piccolo schermo. Nel 1978, la svolta: scritto dieci anni prima, Il corso delle cose fu il primo romanzo di Andrea Camilleri a essere pubblicato, ispirando a sua volta uno sceneggiato televisivo.

L’uscita del libro segnò l’avvio di una nuova fase nella vita professionale dell’autore, destinata a regalargli notorietà, consensi e affetto. Risale alla metà degli anni Novanta la pubblicazione di La forma dell’acqua, volume che portò alla ribalta il “personaggio cult” uscito dalla penna e dalla mente di Andrea Camilleri: il commissario Salvo Montalbano. La fama della serie poliziesca resta ancora oggi straordinaria. In una sorta di “tandem” tra editoria e televisione, il successo delle vendite si è accompagnato al consenso e alla popolarità televisiva. I luoghi stessi in cui Camilleri immagina che avvengano i misteri e i crimini sui quali il commissario, figura di fantasia, è chiamato a indagare sono divenuti, nel corso degli anni, meta di una sorta di “pellegrinaggio spontaneo”, portando alla “riscoperta” della zona di origine dello scrittore.

Numerosi i riconoscimenti e le onorificenze ottenuti nel corso della carriera; tra i più recenti si ricordano il Premio Fondazione Il Campiello, nel 2011, e il Premio Letterario Cesare Pavese, nel 2009, con il libro La danza del gabbiano. Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, di iniziativa del Presidente della Repubblica, dal 2003, Camilleri ha ricevuto nove lauree honoris causa. Solo un anno fa ha vestito lui stesso i panni di attore recitando, al Teatro Greco di Siracusa, in Conversazione su Tiresia. Si tratta del monologo, di cui è anche autore, nel quale si assiste a una sorta di “parallelismo” tra la vita dell’indovino cieco e la cecità che ha accompagnato l’ultima stagione dell’esistenza dell’autore siciliano.