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Catacombe di Domitilla: conclusi i restauri, apre il museo

1 giugno 2017

Dennis Jarvais, Catacombe di Domitilla, Roma, 2010

Passerà alla storia anche per l’innovativo impiego del laser, il restauro – recentemente ultimato e presentato nei giorni scorsi – di alcuni affreschi conservati nelle Catacombe di Domitilla, nella zona dell’Appia Antica, a Roma. Un’ulteriore, eccezionale testimonianza del passato della Capitale torna finalmente visibile, nella sua bellezza e integrità, grazie al lavoro condotto “millimetro per millimetro” dagli specialisti incaricati dalla Pontificia commissione di archeologia sacra, presieduta dal card. Gianfranco Ravasi.

Al completamento dei restauri si unisce l’apertura di un piccolo ma prezioso complesso museale, che consentirà ai visitatori di conoscere con maggiore grado di dettaglio le origini e le stratificazioni di questo sito, articolato lungo svariati chilometri di gallerie e corridoi ipogei. Sviluppato in unico ambiente, e allestito in collaborazione con l’ispettrice delle catacombe Raffaella Giuliani, lo spazio museale ospita l’esposizione dal titolo Il mito, il tempo, la vita. Attraverso importanti reperti, sarà possibile comprendere come questi luoghi della Roma sotterranea siano passati, nel corso del tempo, dall’ospitare culti pagani fino all’impiego da parte delle comunità cristiane.

Gli interventi di recupero, supervisionati dall’archeologa Barbara Mazzei, hanno permesso di riportare alla luce affreschi rimasti per secoli celati sotto un denso deposito, dovuto alla compresenza di diverse sostanze, tra cui il fumo dalle lampade a olio. In seguito all’eliminazione, strato dopo strato, di queste “presenze estranee” è tornata alla luce anche un particolare affresco. Nella scena raffigurata, un defunto viene accompagnato da due santi: l’ipotesi degli studiosi è che si possa trattarsi di Nereo e Achilleo, due martiri probabilmente perseguitati sotto l’imperatore Diocleziano e sepolti proprio in queste catacombe.
L’operazione più lunga e complessa ha riguardato il cosiddetto “cubicolo dei fornai”, oggetto del lavoro dei restauratori per un intero triennio. Tra gli aspetti di particolare rilievo di questo ciclo rientra la narrazione completa delle varie fasi legate della produzione del pane nell’Antica Roma: dal trasporto del grano, con l’approdo dei carichi al porto a Ostia e il passaggio sul Tevere, fino allo scarico e quindi alla macinazione.

[Immagine in apertura: Dennis Jarvais – fonte Flickr, Catacombe di Domitilla, Roma, 2010]